Israele sostiene il genocidio dei Rohingya  

Gerusalemme – PIC. Le forze di occupazione israeliana continuano a vendere armi all’esercito regolare dello Stato di Myanmar e il ministero della Difesa rifiuta di interrompere tale commercio, malgrado i crimini commessi contro i musulmani Rohingya.

“Nonostante le violenze aumentino, Israele continua a vendere le armi al Myanmar”, ha scritto il giornalista John Brown su Haaretz. “Nonostante si conoscano i crimini commessi, il governo israeliano persevera nella vendita di armi al regime”. Il generale dell’esercito di Myanmar, Min Aung Hilling, ha concluso degli accordi militari con Israele, durante la sua visita in Israele, dove ha incontrato alcune autorità israeliane.

I governi israeliani che si sono succeduti vendevano armi alla “dittatura militare in Birmania da anni”, secondo il giornale. Questi accordi tra Myanmar e Israele sono in vigore, nonostante l’embargo militare imposto dagli Stati Uniti e l’Europa.

Dal 25 agosto, l’esercito di Myanmar sta perpetrando un genocidio contro i musulmani Rohingya a Arakan. Secondo le prime statistiche pubblicate dal Consiglio Europeo il 28 agosto scorso, il numero di musulmani uccisi in seguito agli attacchi di Arakan va dai due ai tremila in soli tre giorni.

Lunedì, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha annunciato che più di 87.000 Rohingya hanno lasciato Arakan per arrivare in Bangladesh a causa dei crimini subiti.

Traduzione di Chiara Parisi

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