Israele tiene in isolamento prigionieri palestinesi in sciopero della fame

MEMO. Otto prigionieri palestinesi in Israele stanno continuando lo sciopero della fame a tempo indeterminato in segno di protesta per la loro detenzione amministrativa, senza imputazioni a loro carico e senza processo, secondo quanto ha riferito lunedì Arab48.com.

Secondo i comitati per i Prigionieri dell’OLP e di Freed Prisoners, in prigionieri in sciopero stanno subendo un duro trattamento da parte del servizio carcerario israeliano nel tentativo di porre fine alla loro protesta. Il Comitato ha rilasciato una dichiarazione che conferma che Israele sta ora tenendo gli scioperanti in isolamento.

Le celle utilizzate, ha sottolineato il Comitato, non sono adatte agli esseri umani. Inoltre ai prigionieri viene impedito di dormire e subiscono abusi fisici e verbali.

Huthayfa Halabiyeh è in sciopero della fame da 50 giorni, ha aggiunto la dichiarazione dell’OLP, sottolineando che questo è il periodo più lungo rispetto a quello degli altri coinvolti in tale protesta. Halabiyeh, 28 anni, ha problemi di salute e le autorità israeliane hanno rifiutato di alleggerire le condizioni in cui è detenuto.

Gli altri prigionieri in sciopero della fame sono Ahmad Ghannam, che rifiuta il cibo da 37 giorni; Sultan Khallouf, 33 giorni; Ismail Ali, 27 giorni; Wajdi Awawdeh, 22 giorni; Tariq Qidan, 20 giorni; Naser Al-Jadei, 13 giorni; e Thaer Hamdan, otto giorni.

Sia Halabiyeh che Ghannam soffrono di leucemia e avrebbero pertanto bisogno di cure mediche specialistiche disponibili solo in ospedale.

Traduzione per InfoPal di Laura Pennisi

 

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