Khaled Mesha’al è arrivato nella Striscia di Gaza dopo 45 anni di esilio. Calorosa accoglienza

Pal.info, Quds Press, Ma’an, PressTv e InfoPal. Il leader di Hamas in esilio, Khaled Mesha’al, è giunto nella tarda mattinata di venerdì 7 dicembre nella Striscia di Gaza, attraverso il valico di Rafah. E’ la prima visita nei territori palestinesi dopo 45 anni di esilio.

Mesha’al è stato accolto da alti dirigenti di Hamas, dal governo palestinese di Gaza e da un folto gruppo di figure nazionali. Mentre migliaia di cittadini palestinesi hanno affollato la via di Salah al-Din, che collega il valico di Rafah alla città di Gaza.

Appena giunto nella Rafah palestinese, s’è inginocchiato a terra, baciando il suolo gazawi e offrendole una preghiera.

Delegazione. Mesha’al è a capo di una delegazione che comprende i membri dell’ufficio politico di Hamas, Mousa Abu Marzouq, ‘Ezzat ar-Rishq e Saleh al-‘Arouri.

Ha iniziato la visita recandosi nell’abitazione dello shaikh Ahmad Yassin (fondatore di Hamas ucciso da Israele nel 2004), nel quartiere al-Sabra di Gaza, in quella del comandante militare di Hamas, Ahmad al-Jaabari, e della sua guardia del corpo, Mohammad al-Hams, che Israele ha assassinato il 14 novembre all’inizio della guerra degli otto giorni contro Gaza.

Il capo di Hamas visiterà anche la casa della  famiglia al-Dalou. Israele ha ucciso 10 membri, tra cui quattro bambini e cinque donne, oltre a due dei loro vicini, durante un attacco aereo il 18 novembre.

Visita storica. “Considero questo momento la mia terza nascita, e prego Dio che la mia quarta avverrà quando tutta la Palestina sarà liberata”, ha affermato Mesha’al. La seconda è stata quando è sopravvissuto a un tentativo di assassinio da parte di agenti del Mossad israeliano, nel 1997.

“Oggi è Gaza. Domani sarà Ramallah  poi  Gerusalemme poi Haifa e Jaffa”, ha aggiunto.

Il premier Haniyah ha accolto l’arrivo di Masha’al come un momento storico nella storia palestinese.

Sicurezza. Hamas ha negato di aver cercato, attraverso contatti egiziani con Israele, garanzie che Masha’al non sarà assassinato mentre si trova a Gaza. C’era una massiccia  sicurezza per il suo arrivo, con guardie armate dell’ala militare di Hamas che pattugliavano le strade in pick-up e moto.

Accoglienza. Immagini che ritraggono Mesha’al e shaikh Yassin sono state appese in diverse zone dell’enclave costiera, insieme a grandi striscioni che salutano l’arrivo del leader e dei suoi compagni dell’Ufficio politico, in quella che viene definita “una storica visita a Gaza, frutto della vittoriosa battaglia delle Pietre d’argilla, condotta dalla resistenza”.

Mesha’al dovrebbe tenere il discorso principale di Hamas alle celebrazioni del 25° anniversario della sua fondazione (precisamente si tratta dell’anniversario dell’inizio della prima rivolta palestinese, o Intifada). Un discorso molto atteso nel quale il leader esprimerà il punto di vista del movimento su molte questioni, a distanza di un quarto di secolo dalla sua fondazione.

La visita durerà tre giorni, durante i quali la delegazione si incontrerà con i leader delle fazioni, le organizzazioni della società civile, personalità di spicco e i parenti delle vittime di guerra palestinesi.

“Tutti i palestinesi torneranno in patria. Khaled Masha’al è tornato dopo una vittoria”, ha detto Mahmoud al-Zahar, dirigente veterano di Hamas.

Sulla stessa linea anche il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri: “La visita di Mesha’al è frutto della vittoria della resistenza contro l’occupazione”.

 

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