Khaled Meshaal rieletto capo dell’Ufficio politico di Hamas

InfoPal. Secondo quanto divulgato da Quds Press ieri, lunedì 1° aprile, il Consiglio della Shura del movimento di resistenza islamica, Hamas, ha rieletto Khaled Meshaal, 56 anni, a capo dell’Ufficio politico per un nuovo mandato di quattro anni.

Secondo fonti bene informate all’interno del Movimento, il Consiglio si è riunito al Cairo, in Egitto, lunedì 1° aprile, e, per acclamazione, ha eletto Meshaal per un nuovo mandato.

Le fonti hanno affermato che i membri del Consiglio della Shura avrebbero insistito per la sua elezione, nonostante il rifiuto manifestato per diversi mesi, da parte di Meshaal, a un nuovo termine. “La fase attuale – hanno spiegato – necessita di una rielezione di Meshaal”.

La rielezione è stata appoggiata da Qatar, Egitto e Turchia.

La “nuova fase” probabilmente si riferisce alle “Primavere Arabe” sostenute dalla Fratellanza Musulmana, con la presenza di vari movimenti del neo-salafismo, e dal Qatar, Paese in cui Hamas ha trasferito il proprio Ufficio politico, un anno fa, dopo anni passati a Damasco; alla guerra civile in Siria; al calo di consensi, nel mondo islamico e non solo, nei confronti dei FM, coinvolti in troppe crisi e divisioni geo-politiche, e considerati “troppo vicina” agli Usa, seppur per tatticismi politici.

Negli anni, sia la Fratellanza Musulmana, sia Hamas, sua filiazione palestinese, avevano accresciuto il consenso, la visibilità e la legittimità internazionali, dopo un lungo periodo di persecuzioni da parte delle potenze occidentali, lavorando a livello politico, diplomatico e di comunicazione, e costruendo un’immagine vincente. Le Primavere Arabe hanno dato loro ulteriore potenza e visibilità, fino alla crisi in Siria, alla decisione di avvicinarsi ai Paesi delle petro-monarchie del Golfo, alla svolta “neo-salafita” delle ribellioni arabe, alla cooperazione con gli Usa, e allo stallo in Palestina. Tutto ciò ha creato un calo nei consensi, a cui la rielezione del “mediatico” Meshaal vuol porre rimedio.

Un altro aspetto da non sottovalutare, è il lavoro svolto dal capo dell’Ufficio politico di Hamas nell’ambito della “riconciliazione nazionale palestinese”. Il nuovo mandato vuole offrire, probabilmente, un nuovo calcio di inizio al dialogo tra le fazioni, e in particolare con Fatah di Mahmoud Abbas.

 

 

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