Il Knesset rifiuta di riconoscere i Palestinesi del ’48 come minoranza nazionale

475160606Gerusalemme-PIC. Mercoledì 9 novembre, il Knesset ha rifiutato un progetto di legge per riconoscere i Palestinesi residenti nei Territori occupati nel 1948 (Israele) come minoranza nazionale.

Il deputato arabo Jamal Zahalka di “Lista Araba Comune” ha proposto un progetto di legge al Knesset richiedendo il riconoscimenti dei Palestinesi del ’48 come una minoranza nazionale che ha una relazione speciale con il popolo palestinese, e l’adozione dell’Arabo tra le lingue ufficiali.

In un discorso al Knesset, Zahalka ha dichiarato che gli elementi del progetto di legge sono tratti dal testo del Trattato internazionale sui diritti delle minoranze, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dai trattati internazionali concernenti i diritti delle popolazioni autoctone, i valori di uguaglianza e di giustizia naturale.

Tuttavia la ministra della Giustizia israeliana, Ayelet Shaked, ha rifiutato di concedere i diritti civici agli Arabi in Israele sottolineando che non permetterà loro di godere dei diritti nazionali, aggiungendo che coloro che vogliono tali diritti devono andare nei Paesi Arabi.

Da parte sua Zahalka ha risposto alla ministra dicendo che “ogni persona che si oppone alla proposta di legge sostiene il saccheggio dei diritti. Da un lato dite che la legge israeliana vieta il razzismo, ma d’altra parte incitate alla discriminazione, quindi le vostre dichiarazioni non solo sono un errore, ma una violazione alla legge, che dovrebbe essere condannata. Ci parlate come se fossimo distinti dalla vostra Eccellenza e non connazionali. Dovreste capire che noi non rinunceremo ai nostri diritti e che li otterremo nonostante dei razzisti e fascisti come voi”.

Il progetto di legge fa altresì riferimento ad un’adeguata rappresentazione degli Arabi in tutte le istituzioni pubbliche, ad una reale ed effettiva partecipazione dei cittadini arabi nelle decisioni su ciò che li riguardano, alla creazione di istituzioni che li rappresentino, alla necessità di aggiungere l’Arabo come lingua ufficiale e infine al riconoscimento da parte dello Stato di Israele della particolare relazione tra la minoranza araba, il popolo palestinese e la nazione araba.

Il deputato Zahalka ha avvertito che il progetto di legge non è legittimo per una soluzione politica del problema palestinese all’interno dello stato ebraico, ma rappresenta un modo per richiedere dei diritti fondamentali, viste le condizioni complesse per i Palestinesi residenti all’interno dei territori occupati.

Solo 18 parlamentari appartenenti alla “Lista Araba Comune” e al partito di sinistra “Meretz”, tra i 120 membri del Knesset, hanno votato a favore del progetto di legge, mentre è stato respinto dal resto dei parlamentari.

Gli Arabi israeliani o “i Palestinesi del ‘48” come vengono chiamati, sono dei cittadini che hanno continuato a rimanere nei Territori occupati da Israele nel 1948, nonostante la confisca del 90% delle loro terre e la loro esposizione alle leggi razziste ancora formalmente approvate fino ad oggi.

I Palestinesi rappresentano più del 20% dei cittadini dei Territori occupati nel 1948 e vivono all’interno della “Linea Verde” o quella che è conosciuta come “linea armistiziale”, considerati come una minaccia demografica contro l’entità occupante israeliana e il suo stato ebraico, è per questo che tutti i suoi governi cercano senza sosta di annetterli all’Autorità Palestinese per giungere ad uno status finale.

Traduzione di Sara Faoro

 

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