La banca internazionale: la crisi finanziaria minaccia di paralizzare il governo.

La Banca Mondiale ha lanciato l’allarme sulla crisi finanziaria causata dalla sospensione degli aiuti al governo palestinese che minaccia di paralizzarlo e di rovinare dodici anni di aiuti.

Nel rapporto stilato dalla Banca si legge che se non verranno trasferiti i finanziamenti al governo, oppure se saranno versati al minimo, il governo cesserà di lavorare.

Gli aiuti dei paesi europei e degli Usa sono in sospeso da marzo, da quando, cioè, è stato inaugurato il nuovo governo palestinese.

Israele ha bloccato 60 milioni di dollari di tasse doganali spettanti al governo palestinese.

A seguito della crisi, 160 mila dipendenti non hanno ricevuto lo stipendio da marzo.

Gli stipendi ammontano a 120 milioni di dollari al mese con cui si garantisce il sostentamento di un terzo della popolazione.

La Banca Mondiale ha sottolineato che, nel caso in cui  il governo palestinese rimanesse paralizzato per lungo tempo, si perderanno 12 anni di lavoro per mettere in piedi le strutture amministrative e pubbliche palestinesi necessarie a un governo. E ha affermato che l’ulteriore ritardo nei pagamenti dei membri della polizia comporterà il crollo della sicurezza e la diffusione della corruzione.

Il crollo del sistema della sicurezza aumenterà le difficoltà del governo, del commercio e delle organizzazioni umanitarie.

La Banca Mondiale ha specificato che la crisi che sta affrontando il governo non ha precedenti: in aprile ha ottenuto 50-55 milioni contro la media di 180 del 2005.

Nel caso permanesse l’embargo, le entrate non supereranno i 25 milioni al mese.

Il presidente Mahmoud Abbas ha invitato una lettera indirizzata al Quartetto che si è riunito oggi a New York di riprendere l’erogazione degli aiuti per evitare una  vera catastrofe umanitaria.

Il presidente francese, durante l’incontro con Abbas alla fine di aprile, aveva suggerito di creare una cassa gestita dalla banca internazionale per aiutare il governo a pagare i salari dei dipendenti.

La Banca Mondiale ha precisato che non esiste alcun meccanismo per far uscire il governo palestinese dalla crisi senza che Israele versi le tasse ai palestinesi.

 

 

 

 

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