La Campagna Europea: ‘La Freedom Flotilla 2 esporterà i prodotti di Gaza in tutto il mondo’

Bruxelles – Infopal. La Campagna Europea contro l'assedio a Gaza, che ha sede a Bruxelles e che è una delle sigle che ha organizzato la Freedom Flotilla (FF), annuncia che la “FF 2, la cui partenza è prevista per l'inizio di agosto, e che sarà composta da numerose navi-cargo, s'impegnerà ad esportare i prodotti della Striscia di Gaza verso il resto del mondo”.

“Siamo determinati a compiere altre iniziative per rompere l'embargo via mare, inviando altre navi a Gaza. Vogliamo aiutare gli agricoltori e le imprese palestinesi ad esportare i loro prodotti in Europa attraverso le navi che ripartiranno dal porto di Gaza”.

“Gli abitanti di Gaza hanno tutto il diritto di godere della libertà di movimento da e verso Gaza, attraverso i valichi di terra, ma anche via mare e via cielo.

Quest'embargo deve cessare completamente per garantire una vita dignitosa agli abitanti della Striscia sotto embargo da oltre quattro anni”. “L'occupazione deve finire, così come la logica dell'embargo. Finora gli occupanti hanno tentato di sottrarsi alle pressioni internazionali, cominciate dopo il massacro della Flotilla (9 turchi  assassinati)”.

La Campagna Europea considera la decisione degli occupanti concernente un “alleggerimento condizionato” dell'embargo a Gaza una presa in giro verso la comunità internazionale, che mira a mantenere l'embargo stesso su oltre un milione e mezzo di persone, questa volta col consenso internazionale grazie all'aggiramento degli appelli per la fine dell'embargo, poiché Israele adesso annuncia di concedere l'ingresso di tutti i materiali nella Striscia, mentre in realtà sono centinaia le tipologie di merci il cui ingresso è vietato”.

Questi ultimi provvedimenti, secondo la Campagna Europea, sono stati adottati per migliorare l'immagine di Israele dopo il massacro sulla Mavi Marmara di circa un mese fa: “Gaza ha tutto il diritto di importare ed esportare, di veder ripartire la sua vita economica, i suoi progetti, e non solo veder entrare il cibo”.

“Adesso temiamo che gli occupanti, mentre pongono condizioni su quel che adesso permettono di far entrare, stabiliscano le basi di un nuovo embargo; pertanto avvertiamo l'ANP e le organizzazioni internazionali di non rendesi complici di un nuovo tipo d'embargo”.

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