La denuncia del centro MADA: giornalisti sempre più nel mirino

Il Centro palestinese “MADA” per lo sviluppo e le libertà d’informazione, mercoledì 27 marzo, ha organizzato una conferenza stampa per rivedere il Rapporto Annuale sulle violazioni contro la libertà d’informazione in Palestina nel 2012. La conferenza è stata tenuta nella sede centrale del MADA a Ramallah.

La conferenza è stata aperta dal Presidente del consiglio di amministrazione Ghazi Hanania, il quale ha dichiarato che nello scorso anno si è verificata una seria intensificazione di violazioni contro i giornalisti da parte delle forze israeliane, le quali non hanno avuto alcuno scrupolo ad uccidere intenzionalmente tre giornalisti nel corso della loro ultima aggressione sulla Striscia di Gaza. Hanania ha aggiunto: “Le autorità di occupazione non hanno esitato o desistito dal giustificare gli assassini, il che dimostra il livello d’indifferenza israeliana non solo per le leggi e le convenzioni internazionali, ma anche per le vite dei giornalisti palestinesi, violando così la libertà di espressione e il più importante dei diritti umani: “il diritto alla vita”.

Hanania ha poi spiegato che la denuncia delle violazioni israeliane non implica l’assenza delle violazioni palestinesi: “Anche se è sempre stato da noi ribadito che le violazioni israeliane sono tra le più pericolose, le più minacciose e le più frequenti nelle vite dei giornalisti palestinesi, le violazioni palestinesi sono ancora alte nel numero, sebbene siano diminuite rispetto al 2011. Il conflitto tra Fatah e Hamas costituisce ancora terreno fertile per l’incremento delle violazioni in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

Ha parlato agli spettatori del ruolo di MADA nella tutela delle libertà d’informazione, attraverso il monitoraggio delle violazioni e la pubblicazione di comunicati stampa, report mensili, report annuali, report speciali, o mediante le attività svolte dall’unità legale che difende i giornalisti e diffonde consapevolezza giuridica attraverso seminari e corsi avanzati.

Il rapporto annuale di MADA per il 2012 spiega come lo stato della libertà di informazione in Palestina non mostrava segni promettenti già dall’inizio dell’anno. Per i giornalisti il 2012 è iniziato con violazioni ed attacchi ai loro diritti, e si è concluso con la perdita di 3 colleghi: il cineoperatore della TV Aqsa Mahmoud Alkoumi, 30 anni, il fotografo della TV Aqsa Hussam Salameh, 30 anni, il direttore esecutivo della radio Jerusalem Educational, Muhamed Moussa Abu Eisha, 24 anni.

Il centro MADA ha riportato 238 violazioni nello scorso anno contro i giornalisti e le fonti di informazione palestinesi. Le forze IOF di occupazione israeliana hanno commesso approssimativamente il 70% del totale delle violazioni con 164 violazioni, mentre diverse fazioni palestinesi nel loro insieme hanno commesso 74 violazioni, per un equivalente di all’incirca il 30% del totale delle violazioni. A paragone con il 2011 le violazioni hanno avuto un incremento all’incirca dell’11.5% (32 violazioni).

Il direttore generale di MADA, Mousa Rimawi, ha sottolineato le violazioni commesse dalle forze israeliane in Palestina, affermando che nel 2012 l’occupazione israeliana si è trasformata in un inferno per i giornalisti e le fonti di informazione: sono state commesse continue e enormi violazioni contro i giornalisti, tra cui le più note sono state l’uccisione di tre reporter, il bombardamento delle sedi centrali di organizzazioni di informazione e delle case dei giornalisti, le gravi aggressioni fisiche. Rimawi ha aggiunto che non solo Israele ha commesso terribili violazioni, le ha anche incrementate del 65% con 164 casi commessi nel 2012, rispetto ai 100 del 2011.

Ha spiegato che l’aumento nel numero delle violazioni e la loro entità sono dovuti a diversi fattori: tra i più noti, il potere dell’immagine e della parola palestinese, e il ruolo chiave giocato dalla stampa palestinese nell’opinione pubblica mondiale nell’individuare le violazioni commesse dalle forze di occupazione. Altro fattore: l’occupazione non è mai stata ritenuta responsabile e non è mai stata punita per i suoi crimini contro i giornalisti e contro le libertà d’informazione, il che incoraggia l’occupazione a commettere più violazioni senza alcuna considerazione per i diritti umani, le leggi e le convenzioni internazionali che garantiscono la libertà di espressione e la protezione dei giornalisti.

Rimawi ha segnalato che le violazioni israeliane sono state commesse soprattutto in otto aree: Gaza, Ramallah, Gerusalemme, Nablus, Betlemme, Hebron, Jenin, Qalqilya. Il 70% di esse sono state commesse a Gaza con 63 violazioni, a Gerusalemme con 26 violazioni, a Ramallah con 25 violazioni.

MADA ha inoltre individuato 10 tipi di violazioni: uccisioni (3 casi), preclusioni al viaggio (1 caso), bombardamenti (37 casi), incursioni (4 casi), chiusura e blocco di siti di informazione (3 casi), ostacoli alla cronaca (5 casi), sequestro di attrezzatura (4 casi), arresti (13 casi), abusi fisici (80 casi), e detenzione (14 casi).

Il rapporto annuale spiega inoltre che molte violazioni non possono essere monitorate da MADA in quanto i giornalisti non possono spostarsi liberamente fra le città della West Bank, Gerusalemme e la Striscia di Gaza, come ad esempio i giornalisti della West Bank non possiedono i permessi necessari per entrare a Gerusalemme o Gaza, allo stesso modo, i giornalisti di Gaza non sono autorizzati ad entrare nella West Bank o a Gerusalemme.

Il segretario del consiglio di amministrazione MADA, Majid Alarui, ha rivisto le violazioni palestinesi contro le libertà d’informazione monitorate da MADA lo scorso anno, facendo notare che lo stato della libertà di informazione in Palestina è ancora drammaticamente preoccupante, nonostante il calo del 31% delle violazioni palestinesi di quest’anno a paragone del 2011.

Alaruri ha riportato che le violazioni palestinesi sono state equamente commesse a Gaza e nella West Bank in quanto si sono verificate 37 violazioni per ciascuna regione. Le violazioni più frequenti sono state: preclusioni al viaggio, incursioni nelle istituzioni di informazione, ostacoli alla cronaca, arresti, detenzioni, abusi fisici, interrogatori, processi, minacce, chiusura e blocco di siti di informazione.

Alruri ha sottolineato che la detenzione è ancora una tra le più frequenti violazioni: nel 2012 ne sono stati registrati 12 casi a paragone dei 5 casi registrati nel 201. Ciò in aggiunta alla costante politica di richiamare i giornalisti per investigazioni e interrogatori, con 13 violazioni riportate, oltre alla chiusura e al blocco di siti di informazione, e ildivieto di viaggiare.

Dal rapporto annuale del 2012: “Il centro MADA ha constatato una chiara negligenza delle autorità coinvolte nelle investigazioni delle violazioni contro i giornalisti e le istituzioni di informazione, molti casi di violazioni sono passati senza una seria investigazione e con l’impunità degli aggressori. Questo genera domande circa le dichiarazioni fatte da alcuni dirigenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza relativamente al loro pieno impegno e sostegno alla libertà di opinione e di espressione in Palestina.

Traduzione a cura di Laura D’Angelo

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