La Guantanamo d’Italia.

Guantanamo by Italy.

Di Angela Lano.

E' la Guantamo d’Italia. Almeno, così è apparso a tre avvocati penalisti, Carlo Corbucci, Caterina Scarano e Sandro Clementi, il carcere di Macomer, in provincia di Nuoro, in Sardegna, dove sono rinchiusi cittadini di origine araba, e musulmani, accusati di “terrorismo islamico”. E' l’imputazione prevista dall'art. 270, legge 15 dicembre 2001 n. 438 (*). Un effetto dell'attacco alle Torri Gemelle di New York e della “Guerra contro il Terrore islamico”.

In un'intervista telefonica con “Infopal.it”, l'avv. Corbucci spiega: “Abbiamo recepito Macomer in questo modo, per l’analogia con la Guantanamo statunitense, a Cuba. Siamo stati sollecitati ad approfondire le lamentele che ci pervenivano da tutti i detenuti che vi si trovano rinchiusi con l’accusa di terrorismo islamico. Tali lamentele arrivano da carcerati che mai, prima d'ora, avevano protestato per altri motivi. E' un fatto sostanziale che evidenzia come qualcosa di molto grave sia successo e per il quale chiedono aiuto”.

Cosa denunciano?

“Le dure condizioni di prigionia: 35 gradi di calore nelle celle. Non viene aperto il blindo. C'è afa come dentro a una caldaia. Soffocano. Un detenuto si è sentito male ed è stato ricoverato in rianimazione. Sembrava morto. Anche la doccia è un lusso: con questo caldo, possono farla solo una volta alla settimana. Nei mesi passati, abbiamo aspettato per vedere se qualcosa cambiava, ma nulla si è mosso. Così abbiamo deciso di parlarne pubblicamente.

C'è stato un inasprimento del 41bis, il carcere duro destinato ai mafiosi ma esteso anche agli islamici”.

Chi sono i carcerati rinchiusi a Macomer?

“Sono musulmani, detenuti in attesa di giudizio (con “misure cautelari”), in attesa di appello,  condannati in via definitiva, a fine pena. E' una strana situazione, molto disordinata, eterogenea, a livello di posizioni giuridiche. Sono stati prelevati da altre carceri sparse per l’Italia e concentrati lì. Mettendoli tutti insieme cosa sperano? Di esasperare la situazione? Sono arrivati ad essere 26 nel momento di maggior crisi, quando avevano intrapreso lo sciopero della fame, durato 40 giorni”.

L'avv. Scarano aggiunge: “Ho visitato la prigione a maggio e sono rimasta molto colpita. Ricevo giornalmente molte lettere. In particolare da un detenuto (ne difendo quattro). Sono sempre disperate: essi si sentono vessati. Subiscono una violenza sottile, nella quotidianità. La prima lettera che ho ricevuto era terribile: 'Non ci salutano, ci chiamano terroristi’. A Macomer arrivano con 'statini' di presentazione già terribili: “Controllare, pericolossissimo”. In questo modo è ovvio che subiscano azioni vessatorie. Noi avvocati sentiamo che non possiamo abbandonarli”.

Cos'è il carcere di Macomer?

Corbucci – Scarano: “E’ una struttura che in passato accoglieva i brigasti rossi e i mafiosi. Sono due capannoni sparsi per la campagna, in una zona quasi irraggiungibile. Le visite sono difficili. La popolazione locale pensa che là siano rinchiusi dei mostri. Sono considerati e trattati come pericolosi delinquenti. Al di là del fatto che possano essere innocenti o colpevoli, è il trattamento che ricevono che è vergognoso.

Ora sono in arrivo tre da Guantanamo. Ci chiediamo: che ci faranno? Non avevano espiato là il periodo di carcerazione? E in che condizioni disumane! Impongono loro altra detenzione? Li spostano da un carcere all'altro? Ma dove sono finiti i diritti umani?”.

(*) L'articolo 270 bis del codice penale, come sostituito dall'articolo 1 della legge 15 dicembre 2001 n.438. “Art. 270-bis (Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico). Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni. Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Ai fini della legge penale, la finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione e un organismo internazionale. Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego”. 

Altre info:

http://ilgiornalieri.blogspot.com/2009/05/carcere-di-macomer-nuoro.html


 

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