La legge del più forte: negata l’autorizzazione al ministro dell’Informazione palestinese.

Negata l’autorizzazione al Ministro dell’informazione dell’ANP
La legge del più forte
 
 
Nei giorni scorsi sotto la spinta potente dei media, tutto il Paese si è scandalizzato, e a ragione, vedendo il trattamento che alcuni studenti infliggevano ad un loro compagno affetto dalla sindrome di Down. Nella riprovazione generale abbiamo assistito alla solita mediatica passerella di esperti, pedagogisti, sociologi e politici tuttologi che hanno analizzato e giudicato senza tuttavia cogliere il tragico messaggio di prevaricazione che quei giovinastri esprimevano con tanta protervia: chi non si può difendere subisca.
Niente di nuovo sotto il sole si dirà, è la legge del più forte e da che mondo è mondo è sempre andata così.
Ma non eravamo in democrazia?
non avevamo assunto tutti quanti in Europa i diritti dell’uomo come laico ma sacrale fondamento del viver comune?
non avevamo stabilito che al di là delle credenze religiose, delle ideologie e delle specificità culturali, c’erano delle regole che c’impegnavano in quanto individui e che gli Stati, in quanto soggetto collettivo democratico, s’impegnavano a rispettare e far rispettare?
Ebbene ci hanno ingannati, non è vero niente, anzi è vero proprio il contrario,
che tu sia un portatore di handicap,
un raccoglitore di pomodori nel Salento,
una prostituta moldava,
o un ministro di un legittimo governo palestinese,
la tua debolezza è la tua colpa,
e i tuoi compagni di scuola, il tuo caporale, il protettore che ti si è imposto o il tuo collega ministro,
non usano affatto la loro forza perchè i tuoi diritti di persona,
di lavoratore, di donna, di portavoce del tuo popolo ti vengano riconosciuti, anzi…
Nei giorni scorsi Massimo D’Alema rispondendo a chi lo accusava di ostilità antiisraeliana (sic) disse che il governo di cui fa parte si era
allineato al boicottaggio del governo di Hamas che pure era stato democraticamente eletto (disse proprio così) per solidarietà con la
posizione assunta dall’UE.
Ieri con coerenza degna di miglior causa ha fatto in modo che al ministro dell’Informazione del Autorità Nazionale Palestinese fosse impedito di venire in Italia per partecipare ad un importante convegno che si svolgerà domani al Senato.
Ci hanno insegnato che non c’è solidarietà nell’ingiustizia e nella prevaricazione, essere solidali in quel senso è complicità
e quella con lapolitica del governo Olmert è particolarmente odiosa.
Come potremo mai chiedere a quegli studenti, in qualche maniera torturatori, di rinunciare alla loro violenza e ai loro compagni di
ribellarsi a quei comportamenti se non abbiamo il coraggio di chiedere che venga rispettata la legalità internazionale e il diritto dei popoli ad
esprimere i loro governanti?
Il popolo palestinese, affamato, assediato, quotidianamente sottoposto ad ogni genere di angherie e umiliazioni oggi sa che anche il diritto di
espressione gli viene negato in un paese democratico, in uno dei sacrari della democrazia, per decisione di un democraticissimo ministro della Repubblica Italiana
hamza r. piccardo

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