La nave francese Dignité abbordata dalla Marina israeliana

La nave francese, con cittadini israeliani e internazionali a bordo, è stata intercettata verso le 10 ora locale di questa mattna, a circa 50 miglia dalla costa di Gaza. Le navi da guerra israeliane hanno chiesto ai passeggeri quale fosse la loro destinazione e se portavano armi, e questi hanno risposto “Gaza”, e che erano completamente disarmati.

Alle 12 ora locale è stata abbordata in modo non aggressivo.  La Marina ha dunque preso il controllo dela nave, che è stata condotta al porto di Ashdod, in Israele. 

Ad Ashdod, i passeggeri sono stati sottoposti a controllo medico e a un interrogatorio da parte delle autorità di immigrazione. E' stato inoltre offerto loro del cibo, secondo quanto ha affermato l'esercito. I passeggeri sono stati posti in stato di fermo e dovranno rispondere, probabilmente, della solita ridicola contestazione israeliana della “violazione della legge sull'immigrazione”. Ridicola perché, come avvenne per la Freedom Flotilla 1, a maggio del 2010, Dignité è stata abbordata in acque internazionali (50 miglia da Gaza) e costretta ad approdare ad Ashdod (con relativo sequestro di persona degli internazionali a bordo). 

Salpando dalla Grecia, Dignité – al Karama aveva dichiarato di dirigersi verso Alessandria d'Egitto, e non verso Gaza, poi ha cambiato rotta, come previsto, e s'è diretta verso Gaza.

Fonti della Difesa israeliana, hanno dichiarato domenica che dai passeggeri della barca non si aspettavano azioni violente e dunque l'abbordaggio sarebbe stato tranquillo.

Il messaggio israeliano è chiaro: la Freedom Flotilla 1 era violenta, e dunque andava attaccata con violenza. Anche il resto della FF2 poteva essere violento, dunque è rimasto in Grecia. La barca francese non costituiva una minaccia, ma le altre navi sì.

La minaccia che può costituire la flotilla per Gaza è solo politica, ovviamente, perché nessuna barca rappresenta alcun pericolo militare o materiale per Israele. 

Per Israele è un grande goal. La prova di ciò sta negli articoli di Haaretz, e in quelli nostrani: http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/07/19/visualizza_new.html_784171793.html, che fanno risaltare le differenze tra questa imbarcazione e quelle dell'anno scorso; tra questi attivisti e quelli della Mavi. I nove turchi, infatti, sarebbero stati uccisi negli “scontri” con il quarto esercito più armato del mondo.

Ecco che la propaganda è servita.

Ore 10,50. Riceviamo dalla Freedom Flotilla 2 sulla barca francese “Dignité – al-Karama” in rotta verso Gaza:

“Circa 50 minuti fa (ore 10 circa locali), tre navi da guerra israeliana sono apparse in mare affianco alla nave Dignité, tenendosi a una distanza di 1,5 miglia. I militari hanno chiesto quale fosse la loro destinazione e i passeggeri di Dignité hanno risposto 'Gaza'. Le navi israeliane si sono quindi avvicinate a 150 metri dalla nave francese della Freedom Flotilla. Da circa 40 minuti non abbiamo comunicazioni con i telefoni satellitari e, a bordo di Dignité, internet è stato interrotto”. 

Audio-video del “contatto” della Marina israeliana: http://www.youtube.com/watch?v=naWhcDoX22Y

19 luglio COMUNICATO STAMPA

Ultima tappa prima di arrivare a Gaza per Dignité/al-Karama

Atene – Il comitato direttivo di Freedom Flotilla II – Stay Human conferma che, dopo l'ancoraggio in acque internazionali, la nave battente bandiera francese Dignité / al-Karama sta percorrendo l'ultima tappa prima di raggiungere Gaza. Speriamo tutti il bene per i passeggeri a bordo e invitiamo Israele ad astenersi dall'interferire con le nostre navi in quanto determinate a sfidare l'illegale e immorale assedio che ha imposto sulla Striscia di Gaza.

Dignité aveva cominciato il proprio viaggio da un porto francese senza incontrare ostacoli da parte del governo francese, il quale aveva scelto di non interferire con questa iniziativa avente l'obiettivo di difesa dei diritti civili.

Dignité e i suoi passeggeri da Francia, Canada, Grecia, Spagna, Svezia e Tunisia, rappresentano l'intera Flotilla, la stessa che è stata fatta oggetto di avversione con atti di sabotaggio e per mezzo di un notevole atto di complicità del governo greco con le violazioni dei diritti umani e con la politica che Israele persegue a Gaza. La stessa politica che la Croce rossa internazionale (Icrc) definisce “una punizione collettiva”.

Nel viaggiare fino alla rottura dell'assedio, i passeggeri a bordo di Dignité rappresentano pure la risolutezza e la determinazione dell'intero movimento della Flotilla. L'idea di questa Freedom Flotilla farà chiarezza sulla natura di un movimento della non-violenza e rafforzerà i propri obiettivi.

Nonostante la maggioranza delle navi non sia riuscita a partire dai porti greci, la Flotilla è riuscita comunque a far emergere la natura cruenta della politica israeliana su Gaza. I leader israeliani hanno dimostrato di essere intenzionati a usare metodi intimidatori, menzogne, estorsioni di carattere economico, minacce di violenza, sabotaggio e l'intervento della Marina. Questo nonostante gli ufficiali delle forze navali avevano riconosciuto che non vi erano armi a brodo.

Tutto ciò dimostra palesemente che il blocco israeliano su Gaza non si basa su nessuna ragione di “sicurezza”, ma è uno strumento per punire il popolo palestinese, negandogli la libertà e lasciandolo isolato da resto del mondo.
Israele crede di essere intoccabile e quindi continua a sfidare l'umanità tutta di fronte al fallimento della comunità internazionale nel farsi garante della difesa dei diritti umani del popolo palestinese. In Grecia infatti, abbiamo assistito alla complicità con i reati israeliani da parte di alcuni attori di rilievo – tra i quali UE e Usa. Questa è la ragione per la quale la società civile si è mobilitata.

Non possiamo prevedere come si comporterà Israele quando la nave francese Dignité si avvicinerà a Gaza, possiamo però affermare che, così come Israele ha fallito nell'arrestare la solidarietà globale della non-violenza con i palestinesi, allo stesso modo, la determinazione dei passeggeri francesi nel raggiungere la propria destinazione porta con sé un messaggio di solidarietà umana dai popolo del mondo a quello di Gaza, a tutta la Palestina: “la violenza israeliana non cadrà mai nel silenzio”.

E mentre Dignité continua a viaggiare verso Gaza, a dimostrazione che la volontà della società civile globale non potrà essere intimidita, le altre navi della Freedom Flotilla II – Stay Human si stanno riunendo per continuare la propria missione nei confronti della popolazione assediata di Gaza e delle centinaia di migliaia di persone ordinarie sparse nel mondo che hanno finanziato, organizzato e reso possibile questo atto di solidarietà.

Fino a quando l'assedio illegale su Gaza resterà i piedi, le navi continueranno a sfidarlo, fino a quando Israele continuerà ad occupare, a colonizzare e a usare la violenza per reprimere i palestinesi, e i nostri governi resteranno in silenzio, il movimento globale di solidarietà si mobiliterà per sfidarlo direttamente.

Israele sta per esaurire le proprie opzioni e noi siamo solo all'inizio.

Passenger List for “Dignité / Al Karama” 
1. Stéphane Corriveau (Canadian Boat to Gaza) 
2. Dror Feiler (Ship to Gaza-Sweden and European Jews for a Just Peace, composer – musician) 
3. Hilary Folacci (Sailor) 
4. Jérôme Gleizes (European Greens) 
5. Jacqueline Le Corre (MD, Collectif 14 Support to the Palestinian people, PCF/french communist party) 
6. Jean Claude Lefort (Honorary Member of french Parliament) 
7. Jo Leguen (Navigator) 
8. Claude Léostic (Spokesperson of Campaign “A French ship to Gaza” – Association France/Palestine /Solidarity -AFPS) 
9. Yamin Makri (Collectif 69 Support the Palestinian people) 
10. Omeyya Naoufel Seddik (Tunisian Federation for citizenship on both sides- FTCR, political scientist) 
11. Dr. Vangelis Pissias (Campaign “Ship to Gaza – Greece”, professor at Higher Institute of Technology, Athens) 
12. Thomas Sommer – Houdeville (Spokesperson of Campaign “A French ship to Gaza” and “Campagne Civile Internationale Pour la Protection du Peuple Palestinien – CCIPPP”, associate researcher at the IFPO – Institut Français du Proche Orient) 
13. Yannick Voisin (captain). 
Also on board 
14. Ayyash Derradji Al Jazeera journalist 
15. Stéphane Guida, cameraman for Al Jazeera, 
16. Amira Hass (Israeli journalist – Haaretz). 

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