La pacifista israeliana Tali Fahima ha acceso una candela per il leader delle Brigate Al-Aqsa.

Una candela per il leader delle Brigate Al-Aqsa, Zakaria Zubeidi, uno dei principali  combattenti palestinesi "ricercati" da Israele: è stata accesa ieri sera dalla pacifista israeliana Tali Fahima durante una celebrazione alternativa del Giorno dell’Indipendenza israeliana, organizzata dal movimento pacifista "Yesh Gvul" (‘C’è un limite’).

La manifestazione, che ha visto la partecipazione di 1500 israeliani, si è svolta a Gerusalemme, di fronte alla casa del premier Ehud Olmert.

Zubeidi è il capo delle Brigate Al-Aqsa, ala militare di Fatah a Jenin.

"Accendo questa candela per il mio amico Zakaria Zubeidi, con cui ho demolito fortezze", ha dichiarato Fahima, così come ha riportato il sito web del giornale israeliano Yedioth Ahronoth.

Fahima è conosciuta anche in Occidente per le sue coraggiose campagne a favore dei diritti del popolo palestinese. Ha subito il carcere in Israele per i suoi contatti con Zubeidi. E’ stata rilasciata agli inizi di quest’anno, ma non può lasciare il paese né entrare nei territori palestinesi occupati.

Durante la manifestazione alternativa, Fahima ha dichiarato: "La vera amicizia non si rovina durante una tempesta…Lo Shin Bet non può distruggere il forte legame tra noi o la speranza che abbiamo costruito".

Fahima ha anche detto di parlare in onore dei "prigionieri palestinesi, prigionieri politici che sono cittadini israeliani, libanesi prigionieri in Israele, e i prigionieri israeliani in Libano e a Gaza". Ha poi fatto riferimento agli israeliani residenti a Sderot e nel Negev occidentale, colpiti dai missili provenienti da Gaza, come "prigionieri della politica distruttiva del governo israeliano".

Ha poi incoraggiato gli israeliani a seguire il suo esempio: "Rivolgo un appello a tutti coloro che vogliono la libertà, il rispetto reciproco e l’uguaglianza, a usare il proprio corpo come scudo umano per fermare la violenza israeliana nei territori, che sta diventando sempre più crudele, e, in questo modo, stringe i nostri colli come un cappio".

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