La perversa logica israeliana contro la Striscia di Gaza al collasso

InfoPal. Logica perversa israeliana: poiché la Striscia di Gaza, sotto assedio israelo-egizio-internazionale da 11 anni, è ormai alla crisi umanitaria e la gente potrebbe ribellarsi (come, non si sa), muoviamole di nuovo GUERRA.
Una bella guerra totale, con sperimentazione di qualche nuova arma non convenzionale acquisita di recente dagli USA o prodotta in loco. Così spazziamo via le ultime generazioni di giovani; ne feriamo e mutiliamo migliaia di altri; ne traumatizziamo in modo permanente a decine di migliaia; distruggiamo quel che è ancora in piedi (e magari partecipiamo poi alla ricostruzione, usando i fondi UE, ONU, dei Paesi del Golfo, ecc., che tanto un bel lucro non ci sta mai male). E nel frattempo, azzeriamo quel po’ di resistenza ostinata, resiliente che ancora ci infastidisce.
L’ANP di Abbas e dei altri nostri collaboratori non dirà nulla, anzi, si libererà di un bel po’ di reietti e rompiscatole che pretendono che lei li governi, garantendo diritti e servizi e non solo tasse.
Poi, se riusciamo a spazzarli via tutti e non avere più preoccupazioni per ciò che riguarda i giacimenti di gas nel mare di Gaza, di cui ci siamo illegalmente impossessati, meglio ancora. O magari è proprio questo il nostro obiettivo sotto copertura.

Questa è la logica, condivisa da varie entità. Altrimenti l’utilissima (si fa per dire) ONU avrebbe già provveduto a rendere operative le sue innumerevoli risoluzioni contro l’entità canaglia israeliana.

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