“La più grande prigione sulla Terra: una storia dei Territori occupati”, il nuovo libro di Pappé

MEMO. L’ultimo libro del professore Ilan Pappé, “The Biggest Prison on Earth: A History of the Occupied Territories” (La più grande prigione sulla Terra: una storia dei Territori occupati) è una revisione della politica israeliana sulla Striscia di Gaza e sulla Cisgiordania. Lo storico fa luce sul meccanismo che è stato creato per governare milioni di palestinesi, che vivono effettivamente in una prigione a cielo aperto da 50 anni.
Di fatto, Pappé torna indietro fino al 1948 e porta il lettore in un viaggio attraverso le strategie politiche israeliane sino dalla sua creazione d’Israele nella terra palestinese e sottolinea alcuni momenti cruciali e personaggi principali del conflitto. Nello stesso tempo mostra che l’occupazione totale della Palestina e lo sradicamento della sua popolazione è lo scopo finale dei creatori dello stato sionista.
Il libro lascia intendere la sua posizione sull’attuale situazione dei Territori palestinesi, quando Pappé contesta la definizione di occupazione. La sua prima riserva è sul fatto che il termine crea “una falsa separazione tra Israele e le aree occupate”, in modo tale da legittimare la presenza israeliana come stato democratico al di fuori dei Territori palestinesi. Fa quindi un’obiezione al fatto che “occupazione” implica uno stato temporaneo, quando tale situazione è invece la norma per i palestinesi da decenni.

Qui l’intera recensione del libro.

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