La polizia israeliana sfrutta le regole di isolamento dovute al coronavirus per reprimere i palestinesi a Giaffa

Jaffa-Al-Araby Al-Jadeed PC, Social Media, Palestine Chronicle. Mercoledì 1 aprile, a Giaffa, i cittadini palestinesi in Israele sono stati aggrediti dalla polizia israeliana, che con il pretesto delle norme di isolamento del coronavirus, ha inasprito i controlli nella zona destinata alla popolazione araba.

Nel pomeriggio di mercoledì i civili hanno occupato le strade per difendersi dopo aver accusato la polizia israeliana di aver preso di mira in modo violento e sproporzionato i palestinesi per aver trasgredito le norme relative alla quarantena.

Mercoledì sono emersi video in cui un gran numero di poliziotti accerchiava e colpiva un uomo palestinese che non aveva fornito i propri documenti d’identità.

“Questa è la violenza della polizia a Giaffa, attualmente”, secondo quanto affermato dal Mossawa Centre, un gruppo di Haifa per la difesa dei cittadini palestinesi di Israele.

“C’è un evidente rafforzamento selettivo delle norme sul coronavirus che mostra chiaramente come le stessa polizia non stia rispettando le norme sulla distanza”, ha inoltre aggiunto il gruppo.

In risposta alla violenza della polizia, i palestinesi israeliani di Giaffa hanno iniziato a protestare bruciando pneumatici e cassonetti nel tentativo di impedire l’ingresso delle forze di sicurezza. Tuttavia secondo le dichiarazioni della popolazione locale, la polizia israeliana avrebbe fatto giungere a Giaffa rinforzi ed elicotteri.

I cittadini palestinesi di Israele costituiscono il 20 per cento della popolazione israeliana e subiscono una sistematica discriminazione lamentando il fatto di essere considerati cittadini di seconda classe rispetto alla parte ebraica.

Traduzione per InfoPal di Giorgia Temerario

 

 

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