‘La popolazione della Striscia è più unita di prima’.

 

 

Gaza – Infopal, ore 22.

Vittorio Arrigoni ci parla al telefono dalla sua casa vicino al porto bombardato. C’è un po’ di tregua, tra un bombardamento e l’altro. Gli apache continuano a volteggiare come metallici avvoltoi di morte nel cielo della Striscia assediata e affamata.

La distruzione è ovunque. Sotto le macerie c’è gente polverizzata, irriconoscibile. Sono i “missing”, gli scomparsi, sbriciolati sotto le bombe del terrorismo di stato israeliano. Non c’è più neanche la polizia – che i palestinesi chiamano “polizia civile” in quanto forza preposta all’ordine interno -, annientata dalle bombe israeliane. Quelle che, secondo gli indecenti media italo-israeliani, avrebbero distrutto le “basi del terrorismo”.

“Non c’è più pane a Gaza. Davanti alle panetterie ancora aperte ci sono 30-40 persone in coda per un pezzo di pane. Fino all’altro giorno c’era la polizia che controllava le masse affemate. Ora non c’è neanche più quella: gli israeliani l’hanno fatta fuori”.

“Negli ospedali – ci racconta Vittorio, che ha passato gli ultimi due giorni e notti allo Shifa di Gaza -, manca tutto, persino le garze e le suture. Sabato, in un’ora, sono arrivati centinaia di feriti. Domani, un dottore farà a noi volontari un training di infermeria generale”.

E poi aggiunge: “L’invasione di terra è prevista per stanotte, ma visto che sta piovendo, magari la rimanderanno…I soldati israeliani non hanno paura di macchiarsi di sangue, ma di acqua sì…”.

I volontari dell’ISM, tra cui Vittorio, sono dislocati qua e là: 2 a Jabalia, 2 a Beit Hanoun, 4 a Rafah, 1 al porto.

Gli chiediamo se, come sperano gli Usa e Israele, la gente sia in procinto di ribellarsi contro Hamas, accusata di essere la causa della carneficina israeliana. Gli spieghiamo che tutti i quotidiani, le tv, i politici italiani, stanno puntando il dito contro il movimento islamico (anche il neo-segretario di Rifondazione, in un articolo apparso ieri sul Manifesto, parlava di Hamas come “effetto del blocco del processo di pace e una causa di questa paralisi”), ma lui risponde: “La popolazione della Striscia è un corpo unico: non c’è né Fatah né Hamas per loro. Sono molto uniti, c’è piena solidarietà, anche tra chi, fino a poco prima, non si poteva sopportare. La consapevolezza è che tutti ci stiamo prendendo le bombe”.



 

 

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