La ritorsione di Israele: 140 detenuti palestinesi trasferiti in isolamento

Ramallah – InfoPal. Dopo l’annuncio dell’adesione allo sciopero della fame da parte di sei detenuti palestinesi, Israele li ha trasferiti tutti in isolamento nel carcere del Negev.

Anche contro le detenzioni in isolamento essi protestano con lo sciopero della fame.

Una Fondazione per i Diritti Umani rende nota l’identità dei sei detenuti: Nidal Douglas, Ra’ed Sarhan, ‘Alam Nisar, Jamil Dar’awi, Mohammed ‘Ali Hussein e ‘Asem ‘Awisi.

Il Centro Addameer, inoltre, riporta le violazioni di cui è responsabile l’autorità carceraria israeliana a Nafha in ritorsione allo sciopero; tagli all’elettricità e all’acqua, assalti di unità speciali nelle celle. A Nafha stanno scioperando 400 palestinesi sui 600 qui detenuti. Provengono in gran parte dalla Striscia di Gaza.

Dal carcere di ‘Asqelon si denunciano altri raid nelle celle e il trasferimento in isolamento a Beersheva del leader dei prigionieri Nasser Abu Hamid. Ma da ‘Asqelon altri 17 detenuti sono stati trasferiti verso una località sconosciuta.

Tadamon, Fondazione per i Diritti Umani, riferisce del trasferimento di 140 detenuti palestinesi in sciopero della fame dal carcere di Megiddo verso una destinazione sconosciuta. Sono in maggioranza detenuti affiliati ad Hamas e al Fronte popolare (FplP). Si sospetta che la destinazione sia il carcere di Jilbo’. Tra i trasferiti vi è anche il deputato palestinese Ahmed Hajj ‘Ali e i due leafer Ra’fat Nasef e Mohammed al-‘Arif, rappresentante dei detenuti di Hamas a Megiddo.
Ai detenuti non è stato permesso di prendere niente degli effetti personali.

Tadamon ricorda che molti dei detenuti di Megiddo in sciopero sono sofferenti e fa i nomi di Mohammed Gazal, docente all’Università di Nablus an-Najah, Daoud Rawajaba e il giornalista Nawaf al-‘Amer.

Ahmed al-Baitawi, ricercatore di Tadamon, informa che, a partire da maggio, i detenuti affiliati a Fatah aderiranno allo sciopero. Il 17 aprile scorso, Giornata del Prigioniero palestinese, qualcuno aveva cercato di dividere il Movimento dei prigionieri, sostenendo che la non adesione allo sciopero di gran parte dei detenuti di Fatah fosse motivata dalla natura “interno ad Hamas” dell’azione.

Ieri sera la detenuta palestinese Lina al-Jarbuni è stata trasferita in isolamento dal carcere di HaSharon verso quello di Ramle. Anche al-Jarbuni è in sciopero della fame.
E’ la decana delle prigioniere palestinesi: fu arrestata l’11 aprile del 2002, con l’accusa di appartenenza al Jihad Islamico.
Israele si era rifiutato di includerla nell’accordo di scambio dei prigionieri concluso con Hamas nel 2011.

Dal Consiglio rivoluzionario di Fatah, Dimitri Daliani denuncia la ritorsione israeliana contro l’azione dei prigionieri e promette il massimo dell’impegno del proprio Movimento politico nel tenere alta l’attenzione sullo sciopero della fame dei detenuti, sulla sorte di quanti oggi Israele ha trasferito in detenzione in isolamento e di fare tutto ciò nell’ambito di un programma nazionale.

Sul versante giudiziario: il tribunale di ‘Ofer ha respinto il ricorso in appello presentato dal legale dei detenuti Ta’er Halahla e Bilal Dhiab. Entrambi sono al 56° giorno di sciopero della fame ed entrambi condannano l’arbitrarietà della propria detenzione amministrativa (senz’accusa e prorogabile ad oltranza, ndr).

L’avvocato Jawwad Boulus si dice intenzionato a presentare una petizione alla Corte Suprema. Halahla e Dhiab sono in precarie condizioni di salute.

Arresti: due palestinesi sono stati arrestati questa mattina dalle forze d’occupazione israeliane ad al-Khalil (Hebron). L’accusa è detenzione di armi, motivazione puntualmente utilizzata da Israele nelle campagne di arresti delle ultime settimane.
Due altri cittadini palestinesi sono stati arrestati a Jenin nel corso di raid israeliani contro le rispettive abitazioni.

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