La situazione in Egitto raccontata da un italo-egiziano

Mostafa Rifai, traduttore italo-egiziano, che attualmente vive al Cairo, ha risposto ad alcune domande di InfoPal sull’attuale, drammatica, situazione in Egitto. Nei prossimi giorni sarà il nostro corrispondente dalla capitale egiziana.

I. Mostafa Rifai, dal suo punto di vista privilegiato, per le strade del Cairo, come descrive l’attuale situazione? Leggendo Al-Ahram e al-Masry al-Yowm sembra che ci siano milioni di persone contro Mursi. E’ così?

M.R. La macchina mediatica è del tutto svenduta al vecchio regime e al potere degli uomini del passato. Basta leggere il comunicato pubblicato ieri sera dalla Forze armate sul rilevamento aereo della presenza di manifestanti per le strade. In tutto l’Egitto sono scesi in strada circa 6 milioni di persone divise come segue: 2 milioni tra oppositori e sostenitori di Mursi in tutto il Paese, mentre in piazza Rabea Adawiyya ci sono 4 milioni di soli sostenitori di Mursi.

Sono in contatto con alcuni politici che fino a ieri rassicuravano sulla situazione; ma non riesco più a sentirli dopo la divulgazione del comunicato dell’Esercito, che dà 48 ore di tempo a tutte le forze politiche per trovare una soluzione minacciando, in caso contrario, il proprio intervento con un piano da imporre e di cui si farà garante.

Il comunicato è molto emblematico, ma 48 ore non saranno sufficienti per uscirne fuori dalla situazione.

I. E cosa ha in mente l’Esercito, un golpe?

M.R. No.

I. Ma ha dato un ultimatum. Come pensa di intervenire?

M.R. Quello che mi preoccupa è che i sostenitori islamici scesi in campo non sono tutti: sono meno del 50%. Alcuni personaggi-chiave non hanno ancora parlato. Quelli che possono sovvertire la situazione, quelli che hanno sempre dichiarato: “Morsi è una linea rossa!”

Nessuno potrà mai indovinare quello che hanno in mente i militari in Egitto. Di sicuro che cercheranno di salvaguardare la loro immagine e il loro prestigio. 

Quelli di piazza Tahrir non sono per nienti graditi dai militari…

I. L’esercito può usare i manifestanti anti-Mursi per riprendere il potere?

M.R. No, non ne avrebbe bisogno. L‘esercito è con Mursi, perché gli serve. L’esercito ha sempre il potere. Esso vede nei sostenitori di Mursi una forza molto utile, ma cerca solo di domarli o addomesticarli. E i manifestanti non hanno un programma o un chiaro e reale obiettivo da raggiungere.

I. Non c’è rischio di colpo di Stato e rovesciamento militare di Mursi?

M.R. L’esercito non si fida assolutamente degli altri. Non ha interesse di scacciare Mursi …. Mursi ha capito cosa vuole l’esercito.

Questa sera (lunedì 1° luglio), membri del Movimento 6 Aprile si sono ritirati dall’opposizione e hanno lasciato piazza Tahrir, per dirigersi verso Nasr City e sostenere Mursi, in segno di protesta contro l’alleanza dell’opposizione con membri de vecchio partito di Mubarak: http://www.akhbar-today.com/102922/

Da stasera inizia un percorso delicatissimo per l’Egitto: la situazione sul campo è del tutto imprevedibile, ci sono troppe carte in gioco. L’opposizione rifiuta l’invito al dialogo proposto con l’ultimatum dell’esercito. I sostenitori di Mursi e l’ala dura della corrente islamica sta scendendo in tutte le piazze: sarà un braccio di ferro tremendo.

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