La storia di un bambino di Gaza attaccato alla macchina dell’ossigeno: Israele non vuole più curarlo.

Gaza – Infopal. Quest'oggi racconteremo la storia di Hamza Fulful, un bambino palestinese che deve vivere accanto alla macchina per l'ossigeno per non morire soffocato. Questo bambino di dieci anni soffre di infiammazione polmonare e di difficoltà circolatorie, per non palare di un'obesità che lo tiene costretto per la maggior parte del tempo a casa, dato che non può camminare se non per pochi metri.

Antidolorifici e basta…

Il padre del ragazzino descrive al nostro corrispondente la condizione di suo figlio: “Mio figlio si è ammalato cinque anni fa, così l'ho portato all'ospedale di Gaza, ma lì Hamza prendeva solo dei farmaci contro i dolori, i quali però non lo curavano affatto. Anzi, in quel modo è sempre più ingrassato”.

“Pertanto, il ministero della Salute l'ha fatto trasferire in un ospedale israeliano, dato che i medici di Gaza, a causa delle loro possibilità limitate, non erano riusciti a curarlo. Restammo all'ospedale di Tel Hashomer circa sei mesi, al termine dei quali i medici israeliani ci dissero che Hamza, essendo migliorato, poteva essere seguito di nuovo dai medici di Gaza”.

Così, da quel momento, la madre del bambino ha cominciato a portarlo dal suo quartiere di az-Zaytun, a Gaza, all'ospedale pediatrico an-Nasr.

Gli occupanti si rifiutano di curarlo di nuovo

Le condizioni di Hamza, nei mesi scorsi, hanno cominciato a peggiorare rapidamente, così il padre si è rivolto al Ministero della Salute di Gaza per trasferirlo di nuovo in un ospedale israeliano, ma a quel punto si è visto opporre un rifiuto dal Ministero perché la controparte israeliana non lo avrebbe accettato: essa considera il suo stato “migliorato”, pertanto Hamza può essere seguito negli ospedali di Gaza.

Dopo vari tentativi fatti dal nostro corrispondente presso l'Ufficio stampa del Ministero della salute, abbiamo ottenuto una risposta ad alcune domande riguardanti le condizioni di Hamza Fulful: il problema, adesso, è il suo trasferimento ad un ospedale israeliano, poiché lì si rifiutano di accoglierlo un'altra volta.

“Da oltre cinque mesi abbiamo disposto il trasferimento di Hamza all'estero, ma Israele si rifiuta di accoglierlo sebbene un certo numero di medici che lo seguono affermino che la sua situazione è grave, in quotidiano peggioramento”.

“Le cure disponibili presso gli ospedali di Gaza non sono sufficienti per curare la sua malattia. Tutte le analisi svolte dimostrano che egli soffre di problemi cardiaci per i quali non disponiamo di cure adatte”.

Cure da 200 dollari al mese

Hamza segue un regime alimentare speciale, per non parlare dei farmaci che deve prendere, i quali hanno un costo mensile di circa 200 dollari. Una somma troppo grande per suo padre, il quale è rimasto disoccupato da quando Israele ha imposto l'embargo a Gaza.

Un suo vicino, quando è venuto a sapere della situazione di Hamza e della sua famiglia, ha comprato la bombola dell'ossigeno. Ma adesso, tutti gli uomini di cuore del mondo, sapendo come sta, dovrebbero occuparsi della situazione tragica di Hamza.

Il padre del bambino ci ha detto: “La sua salute sta peggiorando. Adesso ha problemi di cuore e di obesità. Sia di notte che di giorno ha improvvise crisi respiratorie, ma ho solo una bombola dell'ossigeno per salvarlo dalla morte… ma fino a quando?”.

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