La tragedia dei rifugiati palestinesi che scappano dall’Iraq.

Circa 700 palestinesi sono ammassati al confine tra l’Iraq e la Siria, in condizioni disumane, dopo essere sfuggiti alle violenze e alle persecuzioni irachene. Lo hanno denunciato nei giorni scorsi le Nazioni Unite.
Jennifer Pagonis, portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, ha dichiarato che il bagno di sangue e le persecuzioni a Baghdad hanno causato l’incremento del numero di palestinesi che hanno cercato rifugio in Siria, nonostante il governo di Damasco abbia rifiutato loro l’ingresso.

Da maggio, un gruppo di 356 palestinesi sta vivendo in una sorta di "terra di nessuno", al confine tra Iraq e Siria, e un altro formato da 340 è bloccato sul lato iracheno.
"I palestinesi – ha aggiunto Jennifer Pagonis – continuano a vivere in una situazione inumana e in condizioni di insicurezza". E ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché trovi una soluzione al dramma di persone "perseguitate in Iraq e che non hanno dove andare".

UNHCR riferisce che circa 15.000 su un totale di 34.000 palestinesi sono rimasti ancora in Iraq, la maggior parte sono i discendenti dei palestinesi che scapparono dalla Palestina quando venne creata Israele, nel 1948.

Attualmente la Siria ospita circa 435.000 rifugiati palestinesi: il governo di Damasco sostiene che altri paesi arabo-islamici devono assumersi la responsabilità di dar ospitalità ai profughi che lasciano l’Iraq.

(Fonte: Reuters, UNHCR)

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