“La valutazione dei casi degli attacchi del 2014 a Gaza porta a conclusioni definitive”

Città di Gaza e Londra. Imemc. Comunicato stampa congiunto: la valutazione dei casi degli attacchi del 2014 a Gaza porta a conclusioni definitive. Vittime e sopravvissuti sono stati abbandonati a indagini non autentiche e a ingiustizie gravi.
Nell’estate del 2014, Al Mezan e LPHR hanno lavorato insieme per esaminare gli orribili atti di orrore contro i civili a Gaza, intrappolati in un territorio chiuso sotto il bombardamento militare guidato dalla leadership politica e militare di Israele. Dozzine di intere famiglie sono state uccise e mutilate da attacchi militari mirati contro abitazioni familiari per la durata dell’offensiva militare tra il 7 luglio e il 26 agosto.
Per sei anni, Al Mezan e LPHR hanno lavorato incessantemente a favore delle vittime, dei sopravvissuti e delle loro famiglie per perseguire la responsabilità di violazioni palesemente evidenti del diritto internazionale penale, umanitario e dei diritti umani, impegnandosi a livello internazionale con l’Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale e la Commissione indipendente di inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza del 2014.
Riflettendo sulle prove empiriche, Al Mezan e LPHR hanno espresso gravi preoccupazioni per l’impunità sistemica profondamente radicata nel processo di indagine militare di Israele, nonostante Al Mezan si impegni in buona fede a cercare risarcimenti legali, responsabilità e giustizia per le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie.
Il modello spaventoso e chiaramente prevedibile dell’impunità si ripete anno dopo anno. Nessuna accusa penale, azione penale o condanna per gravi violazioni chiaramente evidenti contro i civili a Gaza durante il bombardamento militare del 2014. Nessuna vera indagine, nessuna responsabilità legale, nessuna giustizia per le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie. Colossale ingiustizia e impunità sistemica totale. A sei anni di distanza è assolutamente chiaro alle nostre organizzazioni che Israele non è disposto a fornire vere indagini per questi gravi casi.
Da sei anni le parole autorevoli della Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza del 2014 sono rimaste gravemente inascoltate: “La Commissione è preoccupata che l’impunità prevalga su tutta la linea per le violazioni della legge internazionale umanitaria e sui diritti umani presumibilmente commesse dalle forze israeliane, sia che si tratti di ostilità attive a Gaza, o di omicidi, torture e maltrattamenti in Cisgiordania” (il grassetto è di Al Mezan e di LPHR).
L’evidenza empirica è chiaramente e sorprendentemente chiara: Israele non è disposto a considerare responsabili le leadership politica e militare. L’esito del sistema di indagine fondamentalmente difettoso attiva senza dubbio il mandato al Tribunale penale internazionale. Di conseguenza, e necessariamente, spetta al procuratore del Tpi soddisfare la speranza e l’imperativo delle vittime, dei sopravvissuti e delle loro famiglie e porre fine al devastante ciclo di impunità sistemica.
Le gravi e ricorrenti violazioni, che hanno gravemente danneggiato migliaia di civili a Gaza nel corso degli anni, senza distinzioni – uomini e donne, ragazzi e ragazze, anziani e persone con disabilità – devono essere affrontate con un efficace deterrente per le responsabilità.
Contro questo contesto devastante, Al Mezan e LPHR accolgono con grande favore l’annuncio del procuratore del Tpi, Fatou Bensouda, del 20 dicembre 2019, sull’apertura di un’indagine penale sulla situazione in Palestina. Lo consideriamo un passo fondamentale verso il raggiungimento della responsabilità legale e della giustizia per le numerose vittime e i sopravvissuti di presunti gravi crimini internazionali perpetrati dalle forze israeliane e dalla loro leadership militare e politica.
Le nostre organizzazioni hanno anche notato l’importante ammonimento consistente nel fatto che la significativa decisione del procuratore sull’apertura di un’indagine è stata presa a prescindere dalla genuinità e dalla portata dei processi investigativi di Israele nei confronti delle ostilità del 2014 a Gaza.
In questo sesto anniversario, e per conto delle migliaia di vittime, sopravvissuti e loro famiglie, Al Mezan e LPHR desiderano fare un appello rispettoso, solenne e grave al procuratore del Tpi affinché si sottolinei necessariamente la riluttanza manifesta di Israele nel fornire indagini autentiche. Di conseguenza la Procura si assumerà la responsabilità, ai sensi degli obiettivi fondamentali dello Statuto di Roma, di indagare sugli attacchi del 2014 a Gaza.
Al Mezan Center for Human Rights (Al Mezan) è un’organizzazione non governativa palestinese per i diritti umani che lavora per la protezione e la promozione dei diritti umani palestinesi e dello stato di diritto a Gaza in quanto parte della Palestina occupata.
Lawyers for Palestinian Human Rights (LPHR) è un ente di beneficenza con sede nel Regno Unito che lavora a progetti di protezione e promozione dei diritti umani dei palestinesi. La missione di LPHR è mettere a disposizione la propria competenza per contribuire in modo significativo a trasformare la situazione critica sui diritti umani che colpisce i palestinesi.
 
Traduzione per InfoPal di Stefano Di Felice

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