L’Arcivescovo di Canterbury ricorda all’UK la sua promessa non mantenuta verso i Palestinesi

MEMO. L’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ha chiesto la creazione di uno stato palestinese e ha ricordato al Regno Unito la sua promessa non mantenuta di salvaguardare “il benessere del popolo palestinese ed il suo cammino verso l’indipendenza” durante il mandato di 28 anni.
 
In un articolo che segnala il centenario della dichiarazione Balfour, Welby ha dichiarato: “Come Paese, ci ricordiamo che il governo britannico ha creato le condizioni per una profonda riconfigurazione nazionale e politica in Medio Oriente”.
 
Welby ha messo in discussione i motivi della Gran Bretagna nella creazione di una “isola ebraica” in Palestina, dicendo che “c’è poca chiarezza nelle intenzioni verso il popolo palestinese nell’affermazione ‘nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina’. Non sembra che ci sia un piano per le conseguenze degli inevitabili cambiamenti nella demografia in Palestina e del bisogno di casa, terra e lavoro”.
 
Il capo degli 85 milioni di anglicani del mondo ha attaccato il Regno Unito, accusandolo di non essere riuscito a mantenere il “suo voto sacro verso il benessere del popolo palestinese e verso il suo cammino per l’indipendenza. Quell’aspirazione allo stato indipendente non è ancora stata soddisfatta e rimane la causa principale del conflitto tra israeliani e palestinesi oggi”.
 
L’arcivescovo, che ha visitato la Palestina all’inizio dell’anno per conoscere la persecuzione dei cristiani da parte di Israele, ha chiesto che “l’autodeterminazione palestinese si realizzi”: “C’è bisogno di un investimento significativo del tempo, dell’attenzione e della diplomazia dalla comunità internazionale e soprattutto della Gran Bretagna”.
 
Welby ha sottolineato la “disperazione e la mancanza di speranza collettiva” in Palestina, impegnandosi “a pregare e ad agire per la prosperità dei palestinesi e per l’esercizio dell’autodeterminazione nello stabilire uno stato vitale e sicuro. Non può esserci modo più appropriato per celebrare l’anniversario della firma della dichiarazione di Balfour che non pregare per il compimento di ciò che rimane incompiuto nelle aspirazioni di stato, sicurezza e pace”.
Traduzione di F.H.L.

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