L’Autorità palestinese riprende i rapporti di cooperazione con Israele

Palestine Chronicle. L’Autorità palestinese riprenderà i rapporti di cooperazione civile e sulla sicurezza con Israele, sospesi da maggio, in seguito allo stop di Tel Aviv al progetto di annessione di parti della Cisgiordania, ha affermato martedì un ministro palestinese.

Il ministro degli Affari civili Hussein al-Sheikh ha scritto su Twitter che “la relazione con Israele ritornerà com’era prima”, dopo che il presidente Mahmoud Abbas ha ricevuto la conferma che Israele rispetterà gli impegni presi in passato con i palestinesi.

Gli accordi di pace a interim, firmati nel 1990, infatti, prevedono la creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele.

La sospensione dei rapporti di cooperazione tra i due stati, durata sei mesi, arriva in conseguenza della volontà pianificata d’Israele di annettere al proprio territorio la Cisgiordania – territorio conquistato nella guerra dal Medio Oriente nel 1967 – atto che renderebbe la soluzione a due stati impossibile.

I rinnovati legami israelo-palestinesi potrebbero portare al pagamento dei 3 miliardi di shekel (890 milioni di dollari) in trasferimenti fiscali, che Israele trattiene dall’Autorità palestinese e la cui economia è stata fortemente colpita dalla pandemia. Israele raccoglie i dazi sulle importazioni palestinesi che passano attraverso i suoi porti.

In una videoconferenza via Zoom, organizzata dal Consiglio per le relazioni estere, il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh ha affermato che la decisione di riprendere i contatti con Israele si è basata, in parte, sulla necessità di affrontare insieme la crisi sanitaria.

Per le centinaia di migliaia di coloni ebrei che vivono in Cisgiordania e per le decine di migliaia di lavoratori palestinesi che attraversano i confini giornalmente per recarsi al lavoro, era necessaria un’azione comune e coordinata, al fine di prevenire la diffusione del virus, ha detto Shtayyeh.

“La nostra vita è estremamente interconnessa a quella degli israeliani e non c’è modo di combattere il virus da soli”, ha detto.

Fonti palestinesi hanno rivelato che la cooperazione con Israele riprenderà immediatamente. Anche un ufficiale israeliano ha dichiarato che “ci troviamo molto vicini” a rinnovare i rapporti di coordinamento, citando lo scambio di messaggi tra il ministro della Difesa israeliano e le Autorità palestinesi.

“Una cosa che ha certamente aiutato i palestinesi (a prendere tale decisione) è stata l’elezione di (Joe) Biden (come presidente degli Stati Uniti), che ha dato loro… una scusa per ritrattare”, ha affermato un ufficiale intervistato, che ha però preferito rimanere nell’anonimato.

Non c’è stata una risposta immediata riguardo la ripresa, o meno, dei rapporti con l’amministrazione Trump, interrotti per protestare contro una politica a favore di Israele.

Probabilmente, l’accordo di stabilizzazione delle relazioni formali tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti ad agosto, ha portato Israele a sospendere i progetti di annessione della Cisgiordania, spianando la strada verso nuovi contatti con la Palestina.

A Gaza, invece, il gruppo islamista al potere Hamas ha condannato la decisione dell’Autorità Palestinese rivale, con sede in Cisgiordania, definendola una “pugnalata contro gli sforzi per raggiungere una vera partnership nazionale”.

Traduzione per InfoPal di Sara Origgio

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