Le autorità israeliane demoliscono una casa e sradicano uliveti a Ramla

Quds Press e PIC. Martedì, le autorità israeliane hanno demolito una struttura residenziale palestinese nella città di Ramla, nel centro della Palestina occupata del 1948, per presunta assenza di licenza.
 
Fonti locali hanno riferito che i bulldozer israeliani hanno abbattuto una casa di proprietà del cittadino palestinese Ayman Abu Rayyash e della sua famiglia di sette membri, nel quartiere al-Ribat, e hanno sradicato diversi ulivi vicino alla casa.
 
Ayman Abu Rayyash ha affermato che i bulldozer israeliani, scortati da una grande forza di polizia, hanno preso d’assalto il quartiere senza preavviso e hanno imposto un cordone attorno alla zona prima della demolizione.
 
Rayyash ha riferito a Quds Press che “hanno demolito la casa senza permetterci di estrarre i mobili”, aggiungendo che sono stati lasciati all’aperto, senza riparo.
 
Il comitato popolare di Ramla ha richiesto un incontro urgente per discutere dei modi per affrontare le politiche razziste della municipalità israeliana e per avviare la ricostruzione della casa demolita.
 
Le autorità israeliane hanno recentemente intensificato le loro operazioni di demolizione nei Territori occupati palestinesi del 1948 in un tentativo sottilmente velato di insediare i palestinesi che vivono lì in piccole comunità isolate.
 
Quasi 1.800.000 palestinesi vivono attualmente nella Palestina occupata nel 1948 e sono i discendenti di 160.000 palestinesi che sono riusciti a rimanere nelle loro terre dopo l’insediamento di Israele.
 
I palestinesi rappresentano il 20% della popolazione dello stato ebraico e sono soggetti a continue discriminazioni, specialmente nei campi dell’edilizia abitativa e dell’occupazione.

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