“Le condizioni dei prigionieri nelle carceri israeliane sono peggiorate”

MEMO e Quds Press. Le condizioni in cui vengono mantenuti i prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane sono peggiorate dopo la fine dello sciopero della fame di massa, sei mesi fa, ha riferito Quds Press, citando le parole dell’ex detenuto Muhammad al-Qiq, questo lunedì.
 
Al-Qiq, che è stato rilasciato dalla prigione la scorsa settimana, ha sottolineato che è aumentata la sofferenza dei prigionieri, fra cui il divieto di visite familiari, la mancanza sistematica di un adeguato trattamento medico e le violazioni sistematiche contro le prigioniere.
 
Ha anche affermato che l’occupazione israeliana sta cercando di “aumentare la questione dell’incitamento (all’odio) collegandola alla resistenza palestinese”, facendo notare che l’occupazione sta intraprendendo dure misure contro i media palestinesi, chiudendo canali televisivi, stazioni radio ed emittenti.
 
I prigionieri, ha spiegato, sono arrabbiati poiché a seguito del processo di riconciliazione, è stato chiesto alla resistenza palestinese di consegnare le armi.
“I prigionieri vedono un po’ di speranza verso la loro libertà soltanto attraverso la resistenza palestinese”, ha detto. “Credono che la loro prigionia sia il costo della resistenza, che è l’unico modo per riconquistare i diritti dei palestinesi”.
 
Circa duemila prigionieri palestinesi sono entrati in sciopero della fame a metà aprile, chiedendo la fine del divieto delle visite familiari, il diritto di proseguire con l’istruzione superiore, l’assistenza medica e i trattamenti sanitari appropriati, la fine dell’isolamento penitenziario e della detenzione amministrativa (senza accusa o processo).
Traduzione di F.H.L.

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