Le famiglie delle vittime della Mavi Marmara fanno causa a Israele per chiedere compensazioni

InfoPal. Il giornale turco Hurriyet Daily ha riferito che 33 membri delle famiglie di cittadini turchi che furono uccisi dall’esercito israeliano quando Israele attaccò la nave di solidarietà Mavi Marmara, che si stava dirigendo a Gaza, nel maggio 2010, hanno depositato una causa,  il 5 ottobre 2012, con richiesta di compensazione contro Israele. Le famiglie di Furqan Dogan, Cevdet Kılıçlar e Necdet Yıldırım, uccisi durante l’attacco, hanno fatto causa a Israele richiedendo una compensazione morale e finanziaria, così come altre 30 persone ferite durante l’attacco. E’ quanto ha dichiarato il legale delle famiglie, Uğur Yıldırım. La somma totale richiesta ammonta a 10 milioni di lire turche. A maggio di quest’anno, la Turchia ha formalmente incriminato gli ufficiali israeliani coinvolti nell’attacco mortale, chiedendo 9 ergastoli per quattro comandanti. Israele aveva offerto sei milioni di lire turche alle vittime, come compensazione, per chiudere il caso, ma la cifra era stata rifiutata, in quanto non congrua. La Mavi Marmara era la nave ammiraglia della Freedom Flotilla salpata per  Gaza a maggio del 2010, e brutalmente aggredita in acque internazionali il 30 maggio, da un commando israeliano. Le vittime furono 9 e i feriti 50. Tutti e 700 i membri della missione umanitaria – attivisti, giornalisti, medici, politici – furono incarcerate da Israele e rilasciati dopo un paio di giorni, a seguito di trattative internazionali e del clamore politico e mediatico suscitato. La discussa coalizione della Freedom Flotilla messa insieme l’anno scorso ritentò la spedizione verso Gaza, ma alle barche, ormeggiate prevalentemente in acqua greche, fu impedito di salpare.

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