Le violazioni contro i giornalisti palestinesi nei Territori Occupati hanno raggiunto il picco nel mese di agosto

394084CBetlemme-Ma’an. Il mese di agosto ha visto il più alto numero di violazioni contro i media nei Territori Palestinesi occupati dall’inizio dell’anno, secondo MADA,  l’osservatorio sulle libertà di stampa palestinese.

Domenica, il gruppo ha pubblicato un rapporto affermando che dall’inizio del 2016, le violazioni della libertà di stampa sono aumentate nel mese di agosto, non solo in termini di quantità, ma anche in termini di gravità delle violazioni.

MADA ha documentato oltre 41 violazioni nel mese scorso, seguito dal mese di marzo, quando ne sono state registrate 40, e 30 a luglio.

Le autorità israeliane hanno commesso la maggior parte delle violazioni ad agosto per un totale di 26, rispetto alle 15 commesse da diversi apparati di sicurezza palestinesi nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza.

La violazione più grave commessa da Israele registrata da MADA, nel mese di agosto, è stata la chiusura della stazione radio palestinese al-Sanabel, con sede nella città di Dura, a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata, perché le autorità israeliane sostengono che la stazione radio “incitava contro Israele”.

Durante un raid nella sede della stazione radio, il 31 agosto, le forze israeliane hanno arrestato cinque dipendenti, hanno distrutto il contenuto degli uffici, e confiscato attrezzature di trasmissione e di diffusione.

Al-Sanabel è stata il terzo mezzo di comunicazione chiuso dalle autorità israeliane dall’inizio dell’anno, e il sesto dall’ottobre 2016, secondo MADA, e ciò “rivela la rapida escalation politica israeliana nel colpire i mezzi di comunicazione minando la capacità di lavoro. Queste gravi violazioni interessano molti operatori dei media, e tali attacchi violano anche il diritto del popolo palestinese all’informazione”.

MADA ha inoltre sottolineato l’estensione dell’ordine di detenzione amministrativa contro un famoso giornalista palestinese, Omar Nazzal, che aveva anche aderito ad uno sciopero della fame di massa tra i prigionieri politici palestinesi detenuti in Israele, durante il quale le autorità carcerarie israeliane avevano minacciato di alimentarlo forzatamente in violazione delle leggi internazionali e all’etica medica.

Il 3 agosto, il corrispondente TV per Palestina al-Youm (Palestina Oggi) Raghda Noureddine Atma, ha riportato ferite alle gambe mentre seguiva una manifestazione al centro di detenzione israeliano di Ofer. Un soldato israeliano gli ha sparato una granata stordente.

Nel frattempo, MADA ha dichiarato che una delle più gravi violazioni commesse contro i giornalisti dalle autorità palestinesi è stato l’arresto del  giornalista freelancer Ragheed Muhammad Tubbsieh, trattenuto per 18 giorni a Qalqiliya, nel nord della Cisgiordana occupata, dai servizi di sicurezza palestinesi.

Il rapporto di MADA giunge dopo che l’ONG internazionale Human Rights Watch (HRW) ha pubblicato un rapporto, il mese scorso, documentando le violazioni nei confronti di giornalisti e attivisti da parte delle autorità palestinesi nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza, sostenendo che entrambi i governi sono accusati di infliggere “molestie, intimidazioni e abuso fisico” ai detenuti.

Traduzione di Edy Meroli

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