L’esercito di occupazione chiude gli ingressi di una cittadina, imprigionando 7.000 Palestinesi

MEMO. L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha annunciato che l’esercito israeliano ha limitato il movimento di oltre 7.000 palestinesi che vivono nella cittadina di Hizma, a nord-est di Gerusalemme.

“Per oltre una settimana – ha denunciato l’organizzazione – l’esercito israeliano ha severamente limitato l’accesso al villaggio palestinese di Hizma, apparentemente in risposta al lancio di pietre lungo una strada vicina. I soldati sono stati dispiegati in tutte le entrate e sono stati posti blocchi stradali”.

Secondo il rapporto in vari periodi, durante questo lasso di tempo, l’esercito ha negato ai non residenti di entrare nel villaggio e agli uomini di età superiore ai 40 anni di uscire.

Il rapporto ha sottolineato che tale violazione della libertà di movimento di circa 7.000 persone rappresenta una punizione collettiva, proibita dal diritto internazionale.

“Mentre i primi a soffrire sono i più vulnerabili – quelli che hanno difficoltà a muoversi – le restrizioni riguardano tutti i residenti del villaggio e disturbano la loro vita quotidiana. Ancora una volta, questo tipo di fatto mostra la vita quotidiana sotto occupazione e l’uso arbitrario da parte dell’esercito israeliano del suo potere verso la popolazione palestinese”.

Il rapporto ha sottolineato che non si tratta della prima volta che l’esercito chiude gli ingressi della cittadina: a marzo e aprile 2017, chiuse l’entrata settentrionale per 40 giorni e quella meridionale per 20 giorni.

Traduzione di Bushra Al Said

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