Lettera aperta al presidente Obama: “La smetta di predicare la pace nel mondo, mentre appoggia terroristi e finanzia guerre illegali”.

Di Feroze Mithiborwala. Corrispondente internazionale di Medhaj News.

Lettera aperta al presidente Obama: “La smetta di predicare la pace nel mondo, mentre appoggia terroristi e finanzia guerre illegali”.

Medhaj News: “Dopo aver sentito il suo discorso all’ONU qualche ora fa, mi sono sentito in dovere di scrivere questa lettera, in dovere di smascherare le sue bugie e i suoi inganni. Lei, Signor Presidente, è un guerrafondaio, un alleato dei terroristi. Sostanzialmente, non fa che offrire all’industria bellica internazionale un volto liberale. Durante il suo intervento di oggi, completamente privo di fondamento e fuori dalla storia, non ha fatto che pronunciare frasi fuorvianti, nel tentativo di fare la paternale sulle virtù della cooperazione globale per combattere la piaga dell’estremismo religioso, delle guerre e del terrorismo. Signor Presidente, il mondo è consapevole del fatto che sono state proprio le politiche degli Stati Uniti a promuovere ed incoraggiare l’estremismo islamico apertamente o segretamente, sin dal 1979. Dovrebbe conoscere la visione propugnata dal suo ex consulente Zbigniew Brzezinski. 



Alla domanda: “Ha rimpianti sul sostegno fornito ai fondamentalisti islamici, che hanno fornito armi e addestramento ai future terroristi?” Brzezinski rispose – “Cosa conta di più nell’ottica della storia mondiale? I Talebani o il crollo del Regime sovietico? Qualche musulmano esaltato o la liberazione dell’Europa centrale e la fine della Guerra fredda?” (Le Nouvel Observateur, 1998).

Sicuramente lei sa che è stata la CIA a creare Al Qaeda, come confermato da Hillary Clinton. “Stiamo combattendo oggi quelli che noi abbiamo creato vent’anni fa”.

È sempre la Clinton a descrivere con chiarezza la collaborazione tra gli Stati Uniti e i wahabiti sauditi nel quadro di questo nefasto disegno, per cui i Mujahidin furono mobilitati da ogni parte del mondo, organizzati, addestrati e armati con la più avanzata tecnologia che gli Stati Uniti potevano offrire loro. Sono certo che avrà visto il famosissimo film di Hollywood “La Guerra di Charlie Wilson”, con Tom Hanks e Julia Roberts, che è stato anche nominato agli Oscar. È una storia vera, che racconta le trattative segrete condotte dal membro del Congresso Charlie Wilson in Afghanistan, e i suoi tentativi di sostenere i Mujahidin nella guerra contro i Sovietici.

Sono fatti noti al mondo intero, ma lei ha scelto di tacerli, nonostante abbiate già creato un altro mostro chiamato ISIS, che è sostanzialmente una versione aggiornata di Al Qaeda.

Per coprire i vostri crimini di guerra, avete deciso di attaccare la Russia, sebbene la NATO continui ad essere presente ai suoi confini, in palese violazione delle garanzie di sicurezza fornite a Mosca. E mentre la Russia cerca di trovare una soluzione politica in Ucraina, l’alleanza USA – UE – NATO continua a dichiarargli guerra imponendo sanzioni economiche.

Come lei stesso ha detto: “La Russia dovrà pagare caro”. Lei, Signor Presidente, la ha accusata di aggressione per aver armato i ribelli in Ucraina, nonostante Mosca abbia fatto di tutto per trovare una soluzione politica e sebbene ora ci sia una tregua. Forse in nessun altro teatro di guerra si è vicini ad una soluzione politica come in Ucraina. D’altro canto, gli USA e i suoi “alleati democratici moderati”, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, UAE, Bahrain, che in realtà sono tutti oppressivi regimi di stampo medievale, hanno creato una vasta rete globale di fanatici e estremisti islamici. La cosa peggiore è che questi rappresentano gli aspetti più intolleranti, violenti ed estremisti dell’Islam: in sostanza, la scuola di pensiero wahhabita-salafita. Obbligano le minoranze religiose a convertirsi all’Islam, se non vogliono morire, lasciare la loro terra, o vedere le proprie donne ridotte in schiavitù. I nemici che non accettano la loro visione del mondo intollerante e colma d’odio vengono decapitati o crocefissi, e i loro luoghi di culto distrutti.  Questi sono i suoi alleati.

 

Tutti noi siamo anche consci del ruolo fondamentale che gli alleati della NATO, in particolare Turchia, Regno Unito, Francia e Australia, ricoprono in questo diabolico disegno. Tutti sanno che l’ISIS, Jabhat al Nusra (la frangia siriana di Al Qaeda), e il Free Syrian Army, erroneamente definito “moderato”, sono organizzazioni terroristiche che l’Occidente ha chiamato in causa, protetto e addestrato. E se il mondo è ormai consapevole di questi fatti, è perché la vostra è una strategia ormai logora.

 

Lei ha invocato un’unità globale per “combattere il settarismo e l’intolleranza, che alimentano la violenza”.  Signor Presidente, il suo governo e i vostri alleati hanno finanziato e armato questa violenza! Ha chiesto di estirpare il “cancro dell’estremismo violento” e al tempo stesso continua ad armare i “ribelli moderati” in Siria, quando tutti sanno che, semplicemente, non esistono. Ha anche parlato della “speranza che deve vincere la paura”, quando la sua narrazione è imperniata sulla paura, che serve a obbligare le persone ad accettare un ciclo di guerre perpetue e a giustificare le vostre aggressioni illegittime.

Ha attaccato il “fatalismo”, ma i suoi subdoli piani si sono rivelati davvero “fatali” per le popolazioni del Medio Oriente e per molti altri paesi. Ha chiesto l’“applicazione del diritto internazionale” , quando lei ha scavalcato il Congresso e  il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e i suoi attacchi aerei seminano il terrore in Iraq e Siria. Nel caso della Siria, poi, la questione della legittimità è ancora più spinosa, perché le manca anche la foglia di fico di un invito ufficiale da parte del governo siriano democraticamente eletto.

È stato il Segretario di Stato John Kerry a dichiarare con non chalance: “Nella nostra campagna contro l’ISIS, non ci lasceremo fermare dalla geografia e dai confini nazionali”. Evidentemente, lo stesso discorso vale per il diritto internazionale!

 

In Iran, nonostante la sua vuota retorica, avete rifiutato di negoziare in modo trasparente e onesto, quando quel paese (membro dell’AIEA e firmatario del NPT) avrebbe il sacrosanto diritto di sviluppare un programma nucleare a carattere pacifico.

Ha anche fatto un velato riferimento all’Oceano Pacifico, nel tentativo di attaccare la Cina. Questo, unito all’aperta belligeranza contro la Russia, indica chiaramente l’ostilità verso i due blocchi principali che si andranno delineando nel prossimo futuro.

La guardavo pietrificato, e continuavo furiosamente a prendere appunti, quando ha iniziato a fare la paternale al mondo islamico. La sentivo scagliarsi contro “il cancro dell’estremismo violento, che affligge gran parte del mondo islamico”.

Dire che il terrorismo ha “rovinato una delle più grandi religioni mondiali, dividendo le persone tra credenti e infedeli”. E che i terroristi “non avranno scampo”.

 

Presidente Obama, tutti sanno quali sono le oscure origini di Al Qaeda e dell’ISIS. Sappiamo anche che ad offrire loro appoggio erano proprio quegli stessi paesi che costituiscono la “Coalizione della morte”, “l’Impero del Caos”.

Dovrebbe astenersi da questi commenti poco intelligenti, in stile Bush o Rumsfeld. Il fatto di aver detto che “gli Stati Uniti non sono in guerra contro l’Islam” e che lei “rifiuta il postulato dello scontro tra civiltà”, è stata forse la sua ancora di salvezza, ma certamente non è bastata a correggere il tiro dei suoi numerosi errori.  Poi si è concentrato su quattro punti, dichiarando: – 1) che la sua intenzione è quella di “minare e distruggere l’ISIS” (dovrebbe evitare di chiamarlo ISIL) e di creare una vasta coalizione per annientare questa “Rete della morte”. Gli Stati Uniti, caro Presidente, stanno “provando a minare e distruggere” Al Qaeda da 13 anni. Con quali risultati? Al Qaeda, ISIS, Jabhat al Nusra, e Boko Haram ne sono usciti rafforzati; ci sono ancora più terrorismo, più guerre, più odio, paura e divisioni.

È chiaro che la politica statunitense si è rivelata fallimentare nel suo proposito di distruggere Al Qaeda, ma tremendamente efficace nel creare un clima di terrore e uno stato di caos e guerre perpetue.

Credo che questo sia vero per varie ragioni. Sono convinto che “la rete della morte”, in realtà, agisse proprio per conto del Pentagono. La “rete della morte” è costituita dalle 1000 basi militari statunitensi disseminate in oltre 130 paesi, che andrebbero smantellate, in quanto centri di destabilizzazione e di terrore.

Ha ripetuto ancora una volta che sosterrete i gruppi di ribelli in Iraq e Siria. L’Iraq non crea molti problemi, perché lì state collaborando con un governo settario, che sta provando a fondare una politica inclusiva. Al contrario, rifiutate di collaborare con un governo laico democraticamente eletto a Damasco per trovare una soluzione politica, basata su una riforma costituzionale e un modello di potere inclusivo. Quindi sostenete questi pericolosi estremisti per rovesciare il governo, in aperto contrasto con la volontà della stragrande maggioranza della popolazione siriana. Basterebbe indire “elezioni libere” alla presenza di osservatori internazionali, con la supervisione di organizzazioni umanitarie e delle Nazioni Unite. Invece già nel 2011, con i vostri soliti e pomposi modi imperialistici, avevate scelto di rovesciare il regime, quando lei dichiarò: “Assad deve andarsene”!

 

-2) Ha chiesto alle  “comunità islamiche nel mondo di rifiutare l’ideologia di Al Qaeda e dell’ISIS” per “smettere di alimentare l’odio”.
Anche stavolta, dovrebbe cercare le risposte a Riyadh, caro Presidente, dove i vostri “moderati” alleati Sauditi finanziano una versione “dollari e petrolio” del più regressivo e oscurantista Islam al mondo. Ha anche sottolineato, correttamente, che “tutti i popoli e le religioni sono sotto attacco degli estremisti”. Andrebbe però riconosciuto che anche gli ebri estremisti e i sionisti cristiani rappresentano un pericolo reale e tangibile per l’ordine mondiale. Questo punto viene troppo spesso tralasciato. Ma mi viene da pensare che lei sia consapevole del fatto che la visione escatologica e la teologia della Fine della storia propugnate da chi, come il Senatore John Mccain o Lindsay Graham, frequenta la Casa Bianca, non siano molto diverse dai valori dell’ISIS, di Al Qaeda o del Khorasan, scoperto solo di recente.

 

-3) Ha anche, giustamente, auspicato “la fine del ciclo di conflitti settari che affliggono le comunità islamiche”. E questo nonostante lei e i suoi alleati abbiate sempre incoraggiato e sostenuto le guerre settarie nella regione, nell’intenzione di balcanizzare e dividere la zona su basi religiose ed etniche. Era questa l’idea del “Nuovo Medio Oriente” portata avanti da Condoleeza Rice. La Siria, che prima era il punto di riferimento di società laiche e multiconfessionali, plurali e multi-culturali, in cui le minoranze godevano di diritti superiori al resto della regione, oggi viene devastata dalla peggior specie di estremisti islamici che facevano parte della vostra alleanza.

Anche l’Iraq è stato distrutto, così come la Libia, e continuate a lanciare droni su Yemen, Somalia, Afghanistan e Pakistan – uccidendo civili e lasciando una scia di morte e distruzione.

Gli USA hanno speso un trilione di dollari per rifondare la società irachena, addestrare e armare l’esercito; in sostanza, per esportare la democrazia: è stato un progetto chiaramente fallimentare.

Le vostre guerre al terrorismo sono servite solo a generare nuove guerre, nuovo terrore, nuovo odio e hanno fatto sì che nascessero nuove cellule di al Qaeda. Questa, ad esempio, non era radicata in Iraq e in Siria, prima dell’intervento statunitense.

 

-4) Giustamente, ha dichiarato che bisognerebbe “concentrarsi sullo straordinario potenziale degli abitanti della regione, specialmente dei giovani, e investire su istruzione e innovazione”.

Noi invece chiediamo a lei, Presidente Obama, di smettere di occuparsi della nostra regione, di smetterla con le vostre politiche di destabilizzazione, di non finanziare più il terrorismo e le guerre: solo così la popolazione locale potrà sfruttare appieno quell’enorme potenziale di cui lei parla.

Noi, Presidente Obama, sappiamo perfettamente che le guerre nella regione servono al binomio Petrolio e Israele, non necessariamente in quest’ordine. Siamo consapevoli del piano neo-con di distruggere sette nazioni in cinque anni: l’Iraq, la Siria, la Somalia, il Sudan, la Libia, il Libano e l’Iran.

Sappiamo bene che è in corso una battaglia per il controllo dei gasdotti e per i nuovi giacimenti di petrolio e gas scoperti nel Mediterraneo Orientale, principalmente in Siria. Conosciamo anche i piani sionisti di spartizione della regione, per sgominare una volta per tutte la resistenza palestinese.

Mentre lei si avviava alla fine del suo discorso, pensavo che forse non avrebbe neanche sfiorato l’argomento dell’occupazione della Palestina da parte di Israele, vostro principale alleato. Invece alla fine l’ha fatto, senza pronunciare il termine “occupazione”, come aveva fatto in passato, ma evidentemente ha rivisto quella posizione, che poi non era altro che frutto di vuota retorica. È stato completamente illogico non fare neanche riferimento all’offensiva israeliana su Gaza, non condannare il genocidio e l’assedio, le colonie e la confisca delle terre, gli arresti e le torture su base quotidiana, il Muro dell’Apartheid e la più brutale occupazione dei nostri tempi. Anche per questo verrà giudicato, Presidente Obama. Forse lei può aver usato argomenti fuorvianti e non essersi pronunciato su queste questioni cruciali, ma i popoli e le nazioni continueranno a sostenere la nostra lotta, continueranno a resistere finché la nostra terra e i nostri popoli non saranno liberi, finché il mondo non sarà libero.

Traduzione di Romana Rubeo

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