Lettere-appelli per Vittorio Arrigoni, sequestrato dalle autorità israeliane.

Riceviamo e pubblichiamo due lettere-appelli per l’amico e nostro corrispondente da Gaza Vittorio Arrigoni.

Apprendo con angoscia la notizia tanto temuta. Vittorio, altri internazionali e pescatori palestinesi fermati in mare dalla marina israeliana.

Allora non bastavano più le minacce, gli spari, le cannonate con acqua putrida e inquinata.

Bisognava proprio arrestarli questi pericolosi sovversivi che con quattro barche da pesca, armati solo di reti e a sole sette miglia da Gaza, mettevano in pericolo la grande potenza Israele!

Mi appello al Consolato Italiano di Gerusalemme, agli Stati democratici, a tutte le voci libere del mondo occidentale e orientale.

Di fronte a questo sopruso, (è forse troppo chiamarlo atto di pirateria?) non taciamo, esigiamo che sia rispettato il diritto internazionale, anche se a violarlo è "l’amico" Israele. Già fin troppo silenzio incombe sulla sorte di Gaza e dei suoi abitanti, sul suo assedio infinito.

Siano rilasciati subito i pescatori e con loro gli internazionali perchè ritornino a Gaza e riprendano il modesto, quotidiano lavoro.

Sono stata informata ora che tutti sono stati portati in Israele e sono sotto interrogatorio.

Che ne sarà di loro?

Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni

Joe Fallisi al Consolato italiano di Gerusalemme e, per conoscenza, al Consolato italiano di Tel Aviv

Mi chiamo Joe Fallisi, sono un tenore italiano. Vi scrivo in merito a un fatto gravissimo che ha avuto luogo questa mattina in acque palestinesi, a 7 miglia nautiche dalle coste di Gaza. Il mio amico Vittorio Arrigoni (nato a Besana Brianza il 4 febbraio 1975), attivista per i diritti umani, insieme con due suoi compagni internazionali e 14 pescatori palestinesi, è stato rapito e sequestrato dai militari dell’entità sionista, che ora lo detengono nella galera di Ashdod. Vittorio, eroicamente, sta aiutando i pescatori di Gaza nel loro lavoro quotidiano, come è noto ostacolato in tutti i modi dai tiranni israeliani. E’ solo per la presenza sua e di altri bravissimi attivisti di Free Gaza che in questi ultimi mesi non si sono ancora verificati assassinii di pescatori da parte dei despoti di Tel Aviv. Oggi è successo quel che si temeva. Vi prego di intervenire e di fare tutto quel che è in vostro potere per richiedere e ottenere l’immediata liberazione di Vittorio, reo soltanto di avere coraggio e un amore esemplare dell’equità e della dignità. E’ di uomini come lui che l’Italia dovrebbe essere orgogliosa.

In fede

Giuseppe (Joe) Fallisi

La risposta dell’Ambasciata

Egregio Sig. Fallisi,

la informo che l’Ambasciata sta seguendo il caso con la massima attenzione.

Distinti saluti

Giuseppe Capitanelli
Ambasciata d’Italia
Cancelleria Consolare
Tel Aviv

 

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