Lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi diventa “virale”

-1793796106PIC. Lunedì 1° maggio, manifestazioni di massa hanno percorso i Territori palestinesi occupati e la Striscia di Gaza a sostegno dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame nelle prigioni israeliane.

Nel centro di Betlemme si svolta una marcia e una sfilata di auto. I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e immagini dei prigionieri, cantando slogan in loro sostegno, tra cui “Nonostante i morti e le repressioni, i nostri prigionieri rimarranno in piedi”, “Lottiamo per i diritti dei prigionieri”, “Chi muore di fame non muore mai”.

I soldati israeliani si sono presentati in prossimità di una torre di guardia militare adiacente alla strada di accesso settentrionale di Betlemme.

Attivisti hanno scritto il nome dei prigionieri in sciopero della fame sugli ulivi piantati a Khirbet Jub al-Dheib, a est di Betlemme.

Nello stesso tempo, le forze israeliane hanno attaccato brutalmente gli attivisti, mentre questi scrivevano murales nelle strade di Gerusalemme, in solidarietà con i prigionieri.

I soldati israeliani hanno rapito una ragazza palestinese, Samoud Nasser Abu Khdeir, figli dell’ex prigioniero Nasser Abu Khdeir.

Nella Striscia di Gaza, il movimento nazionale per rompere l’assedio su Gaza ha annunciato il lancio della campagna “Presagio di Rabbia”, nella giornata di martedì, per spingere a ripristinare i diritti violati dei prigionieri.

Il portavoce del movimento, Hani al-Halabi, ha dichiarato che gli eventi inizieranno alle 10:00 da strada Salah al-Din, e ha esortato tutte le istituzioni accademiche e dei diritti umani a sollevare le loro voci contro le violazioni dei diritti dei palestinesi da parte di Israele.

 

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