Luglio, Israele ha arrestato 159 palestinesi e ucciso uno

Ramallah-InfoPal. Un centro palestinese per i diritti umani ha pubblicato un rapporto sulle violazioni commesse dall’occupazione israeliana in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza durante il mese di luglio appena trascorso.

In un comunicato stampa diramato giovedì 1° agosto, il Centro al-Ahrar per gli studi sui detenuti e i diritti umani ha rivelato che nello scorso mese, 159 palestinesi sono stati arrestati dall’esercito israeliano. Ha spiegato che la maggior parte degli arresti è avvenuta in Cisgiordania, ad eccezione di cinque casi in cui pazienti in viaggio sono stati arrestati al valico di Beit Hanoun (Erez), nella Striscia di Gaza.

Stando ai dati del rapporto, la città di Ramallah, centro della Cisgiordania, ha avuto la quota maggiore di arrestati, 45, seguita dalla città di Hebron, a sud della Cisgiordania, con 35 arresti.

Il rapporto ha quindi menzionato il riarresto di Mohammed Abu Teir, membro del Consiglio legislativo palestinese, di Gerusalemme ma esiliato a Ramallah. Il deputato fa parte del gruppo Cambiamento e riforma, espressione politica di Hamas, ed ha trascorso più di 25 anni nelle carceri israeliane. Con il suo arresto, il numero dei parlamentari dietro alle sbarre è salito a 13, oltre ad un ministro.

Il centro ha anche riferito dell’arresto di Fadi Asida, di 33 anni, docente presso l’Università nazionale di an-Najah, dalla città di Tal, vicino a Nablus. L’arresto è avvenuto al suo rientro dalla Malesia, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in lingua araba. Con il suo arresto, il numero dei docenti universitari detenuti nelle carceri israeliane è salito a sei.

Infine, al-Ahrar ha affermato che nel mese scorso, l’occupazione ha ucciso un giovane palestinese: Mu’taz al-Sharawna, di 19 anni, dal villaggio di Dora, nelle vicinanze di Hebron, caduto durante gli scontri con i soldati israeliani.

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