L’UNESCO adotta all’unanimità risoluzioni sulla Palestina

Betlemme-Ma’an. La Commissione sul Programma e sulle Relazioni Esterne (PX) del Comitato Esecutivo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha adottato, mercoledì scorso, all’unanimità, due risoluzioni sulla Palestina nel contesto della sua 205ª riunione plenaria.

Le risoluzioni, sponsorizzate da Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan, hanno trattato i problemi riguardanti Gerusalemme e due siti a Hebron e Betlemme, oltre a questioni, tra le altre, inerenti l’istruzione e la cultura.

Una delle risoluzioni afferma: “La città vecchia di Gerusalemme e le sue mura, un sito iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO e in quella del Patrimonio mondiale in pericolo, è la città sacra delle tre religioni monoteistiche – ebraismo, cristianesimo e islam.

“Tutte le misure legislative e amministrative e le azioni intraprese da Israele, potenza occupante, che hanno alterato o preteso di alterare il carattere e lo status di Città Santa di Gerusalemme, e in particolare la ‘legge fondamentale’ su Gerusalemme, sono nulle e vacue e devono essere immediatamente cancellate”.

Ha ribadito che “i due siti palestinesi della Moschea di Ibrahim, noti anche come la Tomba dei Patriarchi nella città meridionale di Hebron, Cisgiordania, e la Moschea di Bilal Ibn Rabah, conosciuta anche come Tomba di Rachele nella città meridionale di Betlemme, anch’essa in Cisgiordania, costituiscono parte del territorio palestinese occupato”, e condivide la convinzione della comunità internazionale “secondo cui i due siti hanno un significato religioso per l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam”.

La risoluzione ha inoltre deplorato “gli scavi israeliani in corso, i lavori, la costruzione di strade private per coloni e di un muro all’interno della Città Vecchia di Hebron, i quali sono illegali secondo il diritto internazionale e influenzano in modo dannoso l’autenticità e l’integrità del sito, e la successiva negazione della libertà di movimento e della libertà di accesso ai luoghi di culto”.

La risoluzione “condanna l’impatto visivo del Muro sul sito della Moschea di Bilal Ibn Rabah a Betlemme, così come il rigoroso divieto di accesso dei cristiani palestinesi e dei fedeli musulmani al sito, chiedendo alle autorità israeliane di ripristinare il carattere originale del paesaggio intorno al sito e di rimuovere il divieto di accesso ad esso”.

Il direttore generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, ha dichiarato: “Vorrei elogiare lo spirito di dialogo e il senso di responsabilità che hanno condotto a questo risultato. Sta ora emergendo una tendenza al consenso, basata sulla presenza di tutte le parti attorno al tavolo all’UNESCO e, ovviamente, alla loro buona volontà. Questi fattori si sono unificati negli ultimi mesi e hanno permesso alla Segreteria di svolgere appieno il suo ruolo di mediatore”.

La decisione adottata dalla Commissione sul Programma e sulle Relazioni Esterne sarà sottoposta ad approvazione finale alla sessione plenaria del Comitato Esecutivo, la prossima settimana.

Traduzione per InfoPal di Laura Pennisi

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