Maariv: “Muhammad al-Dayf, il leader che porterà Hamas alla prossima guerra”

 Qudsn.ps. Il 13 novembre, il giornale israeliano Maariv ha pubblicato, ad un anno dall’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza, un ampio reportage dedicato a Muhammad al-Dayf, comandante generale delle Brigate Izz al-Din al-Qassam, braccio militare di Hamas, e al suo ritorno alla guida del movimento dopo l’uccisione di Ahmad al-Jaabari, vice comandante delle Brigate.

Il giornale riporta che la morte di Jaabari ha lasciato un vuoto che Hamas s’è immediatamente mossa a colmare.
Muhammad al-Dayf, ben conosciuto nella Striscia di Gaza e in Israele, è così diventato comandante delle Brigate ritornando a gestirne le attività militari. Ha aggiunto che “al-Dayf rappresenta il vertice della piramide organizzativa di Hamas, e che è scampato a diversi attentati compiuti dall’esercito d’occupazione, nei quali ha perso un occhio, le gambe ed una mano.

Ad oggi non c’è nulla di chiaro circa le sue condizioni di salute, ma la sua mente militare continua a lavorare”. E precisa che “è possibile che sia disabile su una sedia a rotelle, ma è ancora in grado d’impartire istruzioni ai combattenti di al-Qassam, inclusi quelli attivi in Cisgiordania.

La sua disabilità non è considerata da Hamas un impedimento per svolgere ruoli di comando, basti pensare al leader spirituale del movimento, Ahmad Yasin, il quale ha guidato Hamas da una sedia a rotelle, e da questa ha visto centinaia di comandanti, martiri e militanti opporsi ai progetti israeliani, per poi essere assassinato nel 2004.

Dunque dopo l’uccisione di Jaabari s’è verificata una scossa all’interno del movimento, intento com’era a riflettere su come gestire il vuoto lasciato dalla sua morte, ma un anno dopo la guida militare di Hamas appare più che solida.
L’anno scorso il movimento ha deciso di avviare la produzione di enormi missili a corto, medio e lungo raggio, sofisticati missili anticarro, missili “Kornet” e misssili antiaereo, cosa che limiterebbe l’attività dell’aviazione israeliana sui cieli di Gaza”.
Inoltre aggiunge che “Hamas potrebbe sferrare un colpo mortale in un’eventuale combattimento, e sta lavorando allo sviluppo di un sistema di gallerie sotterranee attraverso le quali trasportare armi, ed attaccare le pattuglie militari e gli insediamenti nei dintorni di Gaza. Sta inoltre pianificando di intensificare l’uso del tunnel di “ayn al-thalitha”, dal quale condurre incursioni e rapimenti di soldati”.

Traduzione di Salvatore Michele Di Carlo

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