MADA condanna le ondate di attacchi contro giornalisti in Cisgiordania e Gaza

IMEMC. Il Centro Palestinese per lo Sviluppo e la Libertà dei Media (MADA) ha condannato l’ondata di arresti e detenzioni effettuate dai servizi di sicurezza palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza dall’inizio del 2019.

Queste violazioni hanno colpito nove giornalisti. Provengono dalla Cisgiordania Yousef al-Faqih e Mahmoud Harish, il quale è stato detenuto per 22 giorni e rilasciato due giorni fa, Zaid Abu ‘Ara,  studente di comunicazione presso l’Università Birzeit, Hamzah Mahmoud Khader, Hazem Nasser, Metasim Sakf Al- Hait, Amir Estate e Faisal Rifai,  privati per ore delle loro libertà. Da Gaza proviene Louay al-Ghoul, convocato e detenuto per tre volte consecutive e per ore dalla sicurezza interna, torturato e picchiato.

Il servizio di sicurezza preventiva, ad esempio, ha arrestato Yusuf Mohammed al-Faqih – giornalista di Manbar al-Horiah, una stazione radio locale di Hebron, che ha anche lavorato nell’agenzia stampa Quds Press -, durante un’irruzione nella sua casa a “al-Burj”, vicino alla città di Dura a Hebron, con l’accusa di “incitamento al conflitto settario”, secondo suo padre.

Il 28 gennaio 2019, Yusuf al-Faqih è stato trasferito dalla procura di Dura a quella di Ramallah senza indagine alcuna. E’ stata presentata una richiesta al tribunale di Ramallah per estendere la sua detenzione di 15 giorni, nonostante l’avvocato del MADA avesse fatto causa. Il tribunale ha deciso di trattenerlo per 15 giorni e, al momento della stesura di questo rapporto, è ancora imprigionato presso la sede del carcere del servizio di sicurezza preventiva, nella città di Bitunya.

La situazione nella Striscia di Gaza non è diversa. Nell’ambito di un’ondata di convocazioni e detenzioni a lungo termine di numerosi giornalisti, il servizio di sicurezza interno di Hamas, ad esempio, ha convocato il giornalista Louay al-Ghoul tre volte il 6, 7 e 8 gennaio, sottoponendolo, ogni volta, a indagini, interrogatori e detenzioni di lunghe ore,  picchiato e torturato con la testa posta in un sacchetto di plastica dopo essere stato trasferito in una stanza per gli interrogatori. Inoltre, è stato aggredito e picchiato, anche con le fruste, sulle spalle e sulle cosce una volto rimosso il giaccone che indossava.

Il Centro Palestinese per lo Sviluppo e la Libertà dei Media (MADA) condanna fermamente questa ondata di arresti e violazioni e ribadisce la sua richiesta alle autorità competenti di attivarsi per porre fine a queste violazioni, rilasciare tutti i giornalisti detenuti dalle forze di sicurezza e indagare sugli episodi di abuso, con particolare attenzione a tutto ciò a cui è stato sottoposto il giornalista al-Ghoul durante la sua detenzione.

Traduzione per InfoPal di Laura Pennisi

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