Made in Israel il 90% delle merci avariate vendute in Cisgiordania

Quds Press e MEMO. Il 90 per cento delle merci vendute nella Cisgiordania occupata e prodotte in Israele non sono adatte al consumo, ha affermato lunedì l’Associazione palestinese per la protezione dei consumatori.

L’associazione afferma che le merci avariate sono state prodotte nelle fabbriche israeliane – o in Israele o negli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata.

Il presidente dell’associazione, Azmi Al-Shoyokhi, ha dichiarato che “il contrabbando e l’ingresso nei mercati della Cisgiordania di prodotti non adatti al consumo mira a distruggere l’economia nazionale palestinese, nonché a minare la salute delle persone“.

Parlando con l’agenzia Quds Press, Al-Shoyokhi ha spiegato che l’occupazione israeliana “usa contrabbandieri e commercianti corrotti per saturare il mercato palestinese con prodotti israeliani che non sono adatti al consumo”.

Ha rivelato che ci sono linee di produzione nelle fabbriche israeliane che immettono prodotti che sono al di sotto degli standard di sicurezza e sono destinati specificamente al mercato palestinese.

Per contrastare ciò, ha aggiunto, i palestinesi devono boicottare le merci israeliane.

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