Monsignor Capucci: ‘Aggressione selvaggia: hanno anche tentato di gettarmi a terra’

Dar'a (Siria) – Infopal. La delegazione siriana della Freedom Flotilla è tornata a casa, dopo l'arresto, durato tre giorni, da parte di Israele, a causa della loro partecipazione ad un'iniziativa che lo Stato ebraico considera “di sostegno al terrorismo”.

I quattro siriani sono giunti oggi, 3 giugno, nella capitale giordana Amman, poi sono stati portati al punto di frontiera di Der'a.

Tra costoro (due uomini e una donna), l'arcivescovo di al-Quds (Gerusalemme) in esilio, monsignor Hilarion Capucci, che ha detto: “Sono stato oggetto, assieme agli altri partecipanti alla Flotilla, di un'aggressione selvaggia da parte dei militari israeliani. Mi hanno ammanettato, senza alcun rispetto, e addirittura un soldato a provato a gettarmi a terra”.

“L'aggressione ha rivelato tutto il razzismo israeliano”, ed ha poi aggiunto che “l'obiettivo dei partecipanti era mostrare la verità sul razzismo di Israele e rompere l'embargo”.

Capucci ha poi osservato che “la forza di Israele non è assoluta: è forte solo perché noi siamo deboli, e la nostra debolezza deriva solo dalla nostra dispersione”.

Pertanto monsignor Cappucci invita a serrare le fila, ad unirsi, affinché i palestinesi vedano restituiti i loro diritti.

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