Morte di Arafat, Qaddumi rinnova le accuse contro Abbas e Dahlan.

 

Amman. Ieri, Faruq Qaddumi, Segretario-generale del Comitato centrale di Fatah, ha rinnovato le accuse contro Mahmoud Abbas e Mohammed Dahlan pronunciate all'inizio di questa settimana e mandate in onda dalla tv satellitare al-Jazeera. Egli ha infatto ribadito la responsabilità dei due politici nella morte dell'ex presidente Yasser Arafat, avvenuta nel 2004, e ha affermato di non riconoscere l'attuale leadership dell'Anp.

“Non ho accusato nessuno – ha spiegato Qaddumi in un'intervista ad al-Jazeera -, ma ho parlato degli incontri tra Ariel Sharon, Abu Mazen (Abbas) e Dahlan”. E ha evidenziato l'attendibilità dei documenti che da lui svelati, affermando che tutte le informazioni in essi contenute sono vere, e sfidando l'Anp a “provare il contrario”.

Rispondendo alla domanda sulle ragioni del ritardo nel divulgare tali informazioni, il leader di Fatah ha spiegato di aver ricevuto i documenti nel 2004, ma di aver aspettato in modo da avere ulteriori prove della condotta dell'Anp. Ha anche aggiunto di aver pensato di rivelare tali documenti durante la VI Conferenza di Fatah, ma che la decisione di Abbas di organizzarla nei territori occupati e non all'estero lo ha convinto della necessità di parlarne ora.

Qaddumi ha fatto sapere di aver scritto una dichiarazione che illustra le violazioni di regolamenti e leggi commesse da Abbas, oltre ad altri atti “contro gli interessi del popolo palestinese”.

La rivelazione. Durante una conferenza stampa svoltasi in Giordania domenica scorsa, il Segretario generale ha affermato che Arafat, prima di morire, aveva depositato un rapporto su un incontro segreto tra Abbas, Dahlan e l'ex primo ministro israeliano Ariel Sharon e ufficiali dell’intelligence degli Stati Uniti. Nel documento si parlava del progetto di assassinio di Arafat e altri leader della resistenza palestinese: Sharon avrebbe chiesto ad Abbas e Dahlan di “lavorare” per uccidere tutti i leader militari e politici del movimento di resistenza islamica (Hamas), del Jihad islamico, del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e delle brigate al-Aqsa, braccio armato del Fatah.
 
La rivelazione di tale documento ha sollevato un forte dibattito in Palestina.

Informazione imbavagliata. Ieri, a seguito delle accuse di Qaddumi, mandate in onda da al-Jazeera, l'Anp di Ramallah ha ordinato la chiusura degli uffici cisgiordani dell'emittente qatariota, denunciandola per diffusione di “false informazioni” e “incitazione contro l'Autorità palestinese e l'Olp”.

Contemporaneamente, l'Anp di Abbas ha tuttavia sottolineato di incoraggiare e rispettare la libertà di informazione. Significativo esempio di bipensiero orwelliano.

(Fonti: il nostro ufficio di corrispondenza a Gaza, al-Jazeera, Palestine-info, Qudspress)

Approfondimenti: http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2009/07/200971683533717728.html

 
 

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