Moschea di Al-Aqsa: Gerusalemme est sotto assedio israeliano. Scontri tra forze israeliane e manifestanti. 15 palestinesi feriti.

Venerdì 9 febbraio

15 palestinesi sono rimasti feriti negli scontri scoppiati oggi, in tarda mattinata, nella Città Vecchia di Gerusalemme, assediata dalle forze israeliane che hanno tentato di impedire lo svolgimento della preghiera del venerdì e di una manifestazione contro gli scavi nell’area della Moschea di Al-Aqsa.

Militari e polizia israeliana hanno assaltato la Spianata delle Moschee, dopo la preghiera di mezzogiorno, sparando alla cieca contro i cittadini palestinesi presenti.

15 sono rimasti feriti e molti altri sono stati arrestati. 

Negli scontri sono rimasti feriti anche 15 poliziotti israeliani.

Le forze israeliane hanno proibito alle ambulanze palestinesi di raggiungere il luogo degli scontri e di prestare soccorso ai feriti.

Le truppe israeliane hanno fatto uso di proiettili di gomma, lacrimogeni e granate per colpire i manifestanti, e hanno interrotto l’erogazione della corrente elettrica nella moschea impedendo agli altoparlanti di funzionare. 

Scontri sono scoppiati anche alla Porta di Damasco, dove giovani palestinesi hanno lanciato sassi contro la polizia israeliana.

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A decine di migliaia di cittadini palestinesi, arrivati da tutte le città e i villaggi della West Bank, è stato impedito l’accesso alla Moschea di Al-Aqsa per la preghiera del venerdì e per manifestare contro gli scavi israeliani che la minacciano.

Le forze di occupazione israeliane hanno imposto un duro assedio militare intorno a Gerusalemme est, questa mattina, per impedire proteste contro gli scavi in corso nell’area della Moschea di Al-Aqsa.

Migliaia di poliziotti e di soldati israeliani hanno invaso tutta la zona ed è stato imposto un blocco militare nelle aree di Sheikh Jarrah, At-Tur, Silwan, Bab al-Amoud (la Porta di Damasco).

Ai palestinesi sotto i 45 anni è stato proibito di entrare in queste aree e le persone al di sopra dei 45 possono accedervi solo a piedi.

Le forze israeliane hanno chiuso tutte le porte della Città Vecchia e le strade di accesso, e hanno impedito a tutti i palestinesi dei territori occupati della West Bank di entrare nella città per la preghiera del venerdì. 

La "Società di Al-Aqsa" ha rivolto un appello a tutti i palestinesi musulmani all’interno di Israele affinché si rechino alla moschea per la preghiera del venerdì. Ha chiesto a tutti di entrare nella città vecchia dalla Porta Al-Magharbeh, l’area oggetto degli scavi.

Il capo dell’ufficio stampa della Società, Sheikh Khalid Muhanna, ha dichiarato: "Questa porta appartiene ai musulmani, che hanno il diritto di usarla. Se noi accettiamo gli ordini israeliani, questi capiranno che noi non andremo in moschea. Ecco perché dobbiamo entrare nella città attraverso questa porta, che rappresenta uno degli ingressi principali ad Al-Aqsa".

Anche Mustafa Barghouthi, che è riuscito a entrare nell’area moschea alle 4 del mattino, incoraggia tutti i palestinesi a mettersi in viaggio per recarsi a Gerusalemme e proteggere la moschea.

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Giovedì 8 febbraio

Oggi, per il terzo giorno consecutivo, i bulldozer israeliani stanno spianando e distruggendo il promontorio della Porta di Al-Maghariba, una delle porte della Moschea di Al-Aqsa.

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La Cupola della Roccia, o Moschea di Omar (costruita nel 691 d.C.) 

“Non ho bisogno di parlare della magnifica bellezza e della grazia squisita e della simmetria che hanno reso questa moschea così celebre – perché non le ho viste. Non si possono vedere queste cose con una rapida occhiata – si può scoprire quanto è bella una bella donna solo dopo one lunga conoscenza, e la stessa regola si applica alle Cascate del Niagara, alle montagne maestose e alle moschee – specialmente alle moschee”. 

(Mark Twain, The Innocents Abroad, 1867)

E un simile gioiello della Storia, dell’Arte, della fede, della Civiltà arabo-islamica rischia di essere spazzato via dall’inciviltà, dalla brutalità di un governo da sempre impunito, nonostante le condanne del Tribunale internazionale e le risoluzioni Onu.

Che la comunità internazionale faccia sentire la sua voce e non solo e sempre il suo incredibile silenzio.

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Martedì 6 febbraio

La Fondazione di Al-Aqsa per la tutela dei Beni islamici ha reso noto che questa mattina i bulldozer israeliani hanno demolito una parte della sezione occidentale della Porta di Magharba, a Gerusalemme.

Le forze di occupazione israeliane hanno chiuso i cancelli della Moschea di Al-Aqsa e la della Città Vecchia di Gerusalemme, e hanno dispiegato truppe in tutte le strade nell’area della Porta di Magharba per impedire ai palestinesi di entrare in moschea.

I bulldozer israeliani hanno demolito un cancello di legno e due stanze vicino al Muro di Al-Buraq (Muro del Pianto, per gli ebrei). L’operazione era prevista per ieri, ma è stata rimandata per via del cattivo tempo.

Le autorità israeliane hanno dispiegato centinaia tra poliziotti e soldati in tutta la Città Vecchia impedendo alla popolazione di recarsi al lavoro, a scuola o di spostarsi.

Approfittando degli scontri interni tra le fazioni e dell’incontro a Mecca, Israele sta realizzando i propri piani di giudaizzazione di Gerusalemme Est.

Ricordiamo che la Città Vecchia di Gerusalemme e i suoi luoghi storici, architettonici, religiosi sono un patrimonio di tutta l’Umanità e come tali andrebbero tutelati e protetti dalla distruzione.

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