Mursi: “Il colpo di stato militare del 30 giugno è un crimine ed un tradimento”

Il Cairo – Quds Press. Muhammad Mursi, il deposto presidente egiziano, ha dichiarato di non aver incaricato nessuno per la sua difesa, e ha considerato che quanto accaduto lo scorso 30 giugno è stato un colpo di stato militare compiuto dallo Stato Maggiore dell’esercito, e dunque un crimine ed un tradimento.

In un messaggio indirizzato all’opinione pubblica egiziana ed internazionale, letto il 13 novembre dal suo consiglio di difesa, ha rifiutato l’autorizzazione a qualsiasi difesa legale nei suoi confronti, ed ha rivolto un saluto ai “martiri della giustizia” -come li ha definiti- e a tutti i detenuti, i loro congiunti e le loro famiglie, affermando che saranno proprio le mani ed il sangue dei martiri a tracciare presto il cammino verso la vittoria.

Ricorda che, dal giorno del colpo di stato, non ha incontrato alcun esponente delle forze armate, né dei media, e che quanto a lui attribuito e reso noto non ha alcun fondamento.
Ha aggiunto che “in quattro mesi non ho ricevuto che le visite di Catherine Ashton (Alto Rappresentante degli Affari esteri dell’Unione Europea) e della delegazione di quattro giudici ed investigatori internazionali, al cui interrogatorio ha rifiutato di rispondere “dal momento che ogni procedura era contraria alla Costituzione”, e che dal 2 luglio scorso è stato portato via con la forza e trattenuto dalla Guardia repubblicana fino al 5 luglio, dopo di che è stato trasferito presso una delle basi navali delle Forze armate egiziane, ed assistito per quattro mesi.
Ha infine dichiarato che “il sangue dei martiri della giustizia traccerà al più presto i lineamenti della vittoria”.

Traduzione di Salvatore Michele Di Carlo

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