Navi da guerra israeliane accerchiano la nave libica in rotta per Gaza: resta alto il rischio di un attacco alla missione umanitaria

Agenzie. Nella notte alcune navi da guerra della Marina israeliana avrebbero circondato e bloccato la nave umanitaria libica in rotta per Gaza.

Le ultime notizie, fornite dal dott. Yousef Sawan, direttore esecutivo della Fondazione libica promotrice del carico umanitario, parlano di tensione e clima minaccioso.

Le dichiarazione dei vertici politici israeliani erano state tutt'altro che ambigue fino a ieri, 13 luglio.

Tra le ultime, il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman ha dichiarato alla radio militare israeliana: “Siamo stati molto chiari, nessuna nave raggiungerà a Gaza. Non permetteremo che la nostra sovranità venga messa in discussione”.

Di fronte all'intransigenza israeliana, restano vane le richieste del portavoce della missione, Mashallah Zoei che aveva fatto sapere di non avere alcun'intenzione di rappresentare una provocazione o di scatenare un confronto.

Intanto il destino della nave è incerto – non vi sono più mezzi di comunicazione e quelli satellitari sono disturbati dalle intercettazioni della Marina israeliana.

Sul porto di destinazione, sempre nella notte, sono giunte notizie contraddittorie; l'Egitto dichiara di aver dato il via libera alla nave libica ad attraccare nel proprio porto di al-'Arish (a 50 km dal valico di Rafah) permettendo la distribuzione del carico umanitario via terra. Le stesse fonti avevano comunicato di aver ricevuto una risposta affermativa dallo staff della nave libica (si fanno riferimenti al comandante di 'Amal).

In ambienti della Fondazione che ha organizzato la missione umanitaria, si negano le ultime notizie egiziane ed escludono che il capitano abbia potuto accettare di deviare verso l'Egitto.

Di sicuro, in queste ore la Marina israeliana ha accerchiato 'Amal, la nave diretta a Gaza e cercherà di condurla nel porto israeliano di Ashdod o verso quello di al-'Arish.

Israele sarà in grado di fermarla o di esercitare la propria violenza – come ha fatto il 31 maggio scorso, assassinando nove operatori internazionali e devastando un grande progetto umanitario con l'assalto alla nave turca Mavi Marmara.

Si specifica che il carico di 'Amal è esclusivamente umanitario (12 tonnellate), è diretto verso la Striscia di Gaza, assediata da quattro anni, in un embargo illegale, e che i passeggeri a bordo della nave minacciata sono 12.

 

 

 

 

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