Nel 2018, Israele ha demolito 169 strutture palestinesi a Gerusalemme Est

IMEMC. Di Ahmad Jaradat. Le autorità israeliane hanno demolito in totale 169 strutture a Gerusalemme Est, quest’anno: un aumento del 20 per cento rispetto al 2017.

Secondo l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite, nel 2018 (fino al 3 dicembre) le autorità israeliane hanno demolito un totale di 169 strutture a Gerusalemme Est.

Lunedì 3 dicembre 2018, Ahmad Siam ha demolito il suo deposito ed il garage nel quartiere di Silwan, a Gerusalemme Est, secondo quando riportato dal Wadi Hilweh Information Center. Le autorità israeliane hanno dato ordine a Siam di demolire tali strutture entro 48 ore per non incorrere in multe severe, poiché non avevano i permessi edilizi israeliani.

Il giorno successivo, martedì 4 dicembre 2018, le forze israeliane hanno demolito una casa e quattro negozi in diverse aree di Gerusalemme Est; e una casa a Jabal al-Mubarek, che ospitava 12 persone.

L’attivista gerosolimitano Rasim Obaidat ha riferito all’Alternative Information Center: “Durante la demolizione della casa, l’area è stata trasformata in una base militare. Decine di poliziotti e soldati hanno chiuso gli ingressi della cittadina, fermato le automobili e controllato i documenti dei passeggeri”. La polizia ha anche impedito ai giornalisti palestinesi di riportare l’accaduto e ha costretto gli studenti di una scuola vicina a rimanere all’interno fino alla fine della demolizione. L’operazione è durata due ore.

Il Wadi Hilweh Information Center riferisce che l’autorità israeliana ha demolito la casa con il pretesto della mancanza di permessi edilizi.

A Sur Baher, lo stesso giorno, le forze israeliane hanno demolito due negozi. Mohammed Abu Tair, il proprietario, ha affermato di non aver ricevuto alcun avvertimento circa l’imminente demolizione. Le autorità accusano la mancanza dei permessi di costruzione dei negozi.

Infine, martedì, a Beit Hanina, le autorità israeliane hanno demolito due capannoni di proprietà palestinese.

Solo giorni dopo, sabato 8 dicembre 2018, una famiglia palestinese ha demolito la propria casa a Silwan per evitare di pagare ingenti tasse all’autorità israeliana di Gerusalemme. Secondo il Wadi Hilweh Information Center, 14 membri della famiglia Hashimeh vivevano in quella casa, inclusi 7 bambini. L’immobile apparteneva alla famiglia da 20 anni. Le autorità hanno disposto la demolizione della casa entro il 10 dicembre citando la mancanza dei permessi di costruzione.

La municipalità israeliana alloca solo l’8-13 per cento a Gerusalemme Est per la costruzione di residenze palestinesi. Di conseguenza, molti residenti dell’area sono costretti a costruire senza permessi. L’Associazione israeliana per i Diritti civili ha rilevato che 20.000 case a Gerusalemme Est (il 39 per cento delle case) sono state costruite senza i permessi israeliani.

I quartieri palestinesi di Gerusalemme sono l’obiettivo dei piani di insediamento israeliani, che mirano a collegare quattro cerchi concentrici di insediamenti a partire dalla Città Vecchia, seguita dal “Holy Basin” (Silwan, Sheikh Jarrah, a-Tur, il monte Sion e la Valle del Cedron), i confini di annessione di Gerusalemme e infine la Cisgiordania.

Traduzione per InfoPal di Giorgia Temerario

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