Nel maggio 2020 Israele ha commesso un totale di 27 violazioni contro i giornalisti

Imemc e Wafa. Domenica 7 giugno, l’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA ha dichiarato in un rapporto di aver documentato un totale di 27 violazioni commesse dalle forze di occupazione israeliane contro giornalisti e istituzioni dei media che lavorano nei Territori palestinesi occupati, durante il mese di maggio.

Secondo quanto emerge dal rapporto, tali violazioni includevano l’uso di fuoco letale, proiettili d’acciaio rivestiti di gomma e bombe di gas lacrimogeni contro i giornalisti, oltre all’aggressione fisica e all’arresto.

WAFA ha dichiarato che di questi 27 giornalisti, 11 sono stati feriti da fuoco letale o da proiettili di acciaio rivestiti di gomma, o soffocati dai gas lacrimogeni o picchiati dalle forze israeliane durante il mese, mentre 15 sono stati arrestati o presi di mira da colpi d’arma da fuoco israeliani, ma non sono rimasti feriti. Ad altri giornalisti, nel frattempo, i soldati israeliani hanno revocato la tessera stampa.

In base alle informazioni del rapporto, il 3 maggio, il tribunale militare israeliano di Ofer ha condannato Mays Abu Ghoush, studentessa di giornalismo presso l’Università di Birzeit, a 16 mesi di carcere oltre a una multa di 2000 shekel. La ragazza è stata arrestata il 29 agosto 2019 e ha subito terribili torture dagli interrogatori israeliani durante le prime settimane di detenzione.

Il 4 maggio, la polizia israeliana ha arrestato il giornalista palestinese Tamer Ebeidat, corrispondente dell’agenzia di stampa Ma’an, dopo aver preso d’assalto la sua abitazione nella Gerusalemme occupata.

Il 10 maggio, le autorità di occupazione israeliane hanno ordinato un nuovo divieto al lavoro per altri sei mesi della TV ufficiale palestinese nella Gerusalemme occupata, con il pretesto che è gestita dall’Autorità palestinese e che non può operare nella città. Lo stesso giorno, il giornalista freelance Karim Khamayseh è stato ferito da alcuni soldati israeliani che gli hanno sparato mentre seguiva l’invasione dell’esercito israeliano a Kobar, nei pressi di Ramallah.

Il 12 maggio, i soldati israeliani hanno aggredito i giornalisti Nasser Shtayyeh e Majdi Shtayyeh, mentre riprendevano la repressione israeliana contro la città di Ya’bad, nella Cisgiordania occupata.

Il 14 maggio, i soldati israeliani hanno aggredito la giornalista Layla Hamarsheh, dopo aver invaso la casa della sua famiglia a Ya’bad.

Il 19 maggio, le forze israeliane hanno arrestato il giornalista Mohammad Ameen Abu-Daqqa, malato di cancro, al valico della frontiera di Beit Hanoun, al confine tra Gaza e Israele, mentre tornava dalla Giordania, dove si era sottoposto a chemioterapia per otto mesi.

Il 23 maggio, le autorità di occupazione israeliane hanno ordinato al giornalista freelance Adnan Najib di stare lontano da Gerusalemme con l’accusa di “aver incitato alla violenza e minacciato la sicurezza israeliana”.

Durante l’ultima settimana di maggio si sono verificati analoghi episodi di aggressione, ferimento o detenzione di giornalisti da parte delle truppe israeliane.

Traduzione per InfoPal di Rachele Manna

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