Olmert: ‘Israele ceda Golan, Gerusalemme e Cisgiordania in cambio della pace’.

Reuters

Olmert: «Israele ceda Golan, Gerusalemme
e Cisgiordania in cambio della pace»

TEL AVIV (29 settembre) – In cambio della pace Israele deve essere pronto a ritirarsi dalle alture del Golan, da quasi tutta la Cisgiordania e da porzioni di Gerusalemme est: lo afferma il premier israeliano dimissionario, Ehud Olmert, in una lunga intervista al quotidiano Yediot Ahronot, in occasione del capodanno ebraico, che inizia stasera.

«Quello che vi dico io adesso prima di me non l’ha mai detto alcun leader israeliano. È giunto il momento di dire esplicitamente queste cose, di metterle sul tavolo», ha esordito Olmert, prima di esprimere il suo parere sulle rinunce che dovrebbe fare Israele. «Nell’era dei missili che incombono sulle retrovie israeliane, è opportuno riesaminare le necessità di sicurezza – spiega -. Non è più il caso di discutere per 200 metri» da un lato o l’altro del confine.

Olmert, inoltre, non esita a compiere una profonda autocritica per le posizioni nazionaliste mantenute in passato: ad esempio, quando si espresse contro gli accordi di Camp David firmati nel 1978 dal premier Menachem Begin (Likud) e il presidente egiziano Anwar Sadat. Gli israeliani, dopo decenni di incertezze, a suo parere, devono adesso puntare verso accordi di pace con i loro vicini basati su un ritiro quasi completo dai territori occupati nel 1967. Questo, conclude, «è il momento delle decisioni».

Polemiche in Israele. Le dichiarazioni di Olmert hanno scatenato polemiche in Israele, sia a destra che a sinistra. «Olmert dimostra di aver perso completamente la bussola» ed è dunque «una vera fortuna» che sia adesso dimissionario, ha detto Zevulun Orlev, leader del Partito Nazional-Religioso. Da sinistra Yossi Beilin (ex leader del partito Meretz) si indigna per il fatto che «solo adesso Olmert rivela i suoi veri pensieri. È un peccato imperdonabile che la rivelazione avvenga solo adesso, dopo una guerra superflua in Libano e dopo mesi trascorsi al governo con Avigdor Lieberman (leader del partito radicale di destra Israel Beitenu,) impegnati nel tentativo di bloccare ogni spiraglio di pace».

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