Oltre un milione di sfollati e 166 mila case palestinesi demolite dalla creazione dello Stato di Israele

Palestina – MEMO. Israele ha demolito quasi 166 mila case palestinesi da quando è stato fondato sulla terra della Palestina, nel 1948, secondo quanto rivelato da un rapporto del Land Research Center dell’Associazione degli studi arabi nella Gerusalemme occupata. Oltre un milione di palestinesi sono stati sfollati come risultato dell’occupazione.

“Durante i primi nove mesi del 2020, le forze d’occupazione hanno demolito 450 case e strutture e hanno anche spinto alcuni palestinesi a demolire le loro case con le proprie mani”, ha aggiunto il centro.

Il rapporto ha anche evidenziato che il regime israeliano ha adottato la politica di limitare la costruzione da parte dei palestinesi, costringendoli a costruire le loro case senza permesso.

Israele ha occupato la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967. Giustifica la demolizione delle case palestinesi dicendo che mancano i permessi di costruzione, nonostante il fatto che Israele li rilasci molto raramente ai palestinesi.

Lo stato sionista, nel frattempo, approva la costruzione di migliaia di unità residenziali all’interno di colonie illegali costruite su terra palestinese occupata.

Il centro ha aggiunto che i palestinesi che risiedono nella sola Gerusalemme Est occupata hanno urgente bisogno di 25 mila unità residenziali.

I palestinesi credono che il vero scopo del regime di pianificazione restrittivo sia quello di svuotare la città dai suoi abitanti autoctoni palestinesi.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) ha osservato, in un rapporto di aprile del 2019, che a Gerusalemme Est esiste “un regime di pianificazione restrittivo applicato da Israele che rende praticamente impossibile ai palestinesi l’ottenimento dei permessi di costruzione”.

I permessi di costruzione sono concessi a prezzi esorbitanti e sono inaccessibili per la maggior parte dei palestinesi, creando una scappatoia legale per Israele per annettere più terra e lasciare i palestinesi nel limbo, impedendo loro di creare infrastrutture.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha anche annunciato che pianificherà l’annessione di più aree nella Cisgiordania occupata, in conformità con l'”Accordo del Secolo” del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nonostante le critiche diffuse dalla comunità internazionale.

La proposta cede alle richieste di Israele, allo stesso tempo in cui crea uno stato palestinese con un controllo limitato sulla propria sicurezza e sui propri confini.

La politica israeliana di demolizioni di case che prendono di mira intere famiglie sono atti di punizione collettiva illegali e violano direttamente la legge internazionale sui diritti umani.

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