Onu: ispezioni nucleari necessarie in Israele.

Vittoria a sorpresa per gli stati arabi.

Onu: ispezioni nucleari necessarie in Israele.

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Vienna (Agenzie varie).

L’assemblea Onu sul nucleare ha votato ieri per sollecitare Israele a dare l’assenso al Trattato di non-proliferazione e ad aprire tutti i siti atomici alle ispezioni Onu: una vittoria a sorpresa per gli stati arabi.

La risoluzione, approvata di misura per la prima volta in quasi vent’anni, esprime preoccupazione riguardo alle “capacità nucleari israeliane” e chiede al capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Mohamed al-Baradei di occuparsi della questione.

Inizialmente, gli stati occidentali avevano tentato d’impedire alla risoluzione di essere messa ai voti, sostenendo che sarebbe risultato controproducente isolare Israele, specialmente un giorno dopo l’approvazione di un altro decreto che invita gli stati del Medio Oriente a rinunciare alle armi atomiche.

Ma la richiesta di rinvio è stata respinta e le votazioni sono proseguite, vedendo un totale di 49 paesi a favore, 45 contro e 16 astenuti.

È la prima volta dal 1991 che viene adottato un provvedimento simile.

L’Iran, arci-nemico d’Israele, aveva parlato a favore della risoluzione, definendo le capacità nucleari dello stato sionista “una minaccia potenziale alla pace e alla sicurezza mondiali” e ritenendole responsabili di minare l’integrità e la credibilità del regime di non-proliferazione e il relativo Trattato: questo è quanto è stato argomentato dall’ambasciatore iraniano presso l’Aiea, Ali Asghar Soltanieh.

Dopo il voto, Soltanieh ha quindi definito la risoluzione “un’ottima notizia e un trionfo per l’oppressa nazione palestinese”.

Il decreto ha visto anche il sostengno della Russia e della Cina.

Nessuna collaborazione israeliana

Israele è uno degli unici tre paesi al mondo – insieme a India e Pakistan – rimasti fuori dal Trattato di non-proliferazione, e si presume con ogni probabilità che possegga l’unico arsenale nucleare in Medio Oriente, nonostante questo non sia mai stato confermato o smentito.

“La delegazione israeliana biasima questa risoluzione” ha dichiarato all’Assemblea il vice direttore della Commissione israeliana per l’energia atomica David Danieli subito dopo i risultati del voto.

“In nessun caso Israele collaborerà con questa risoluzione, che punta solo a rafforzare le ostilità politiche e le linee di divisione nella regione mediorientale” ha quindi aggiunto Danieli.

Nell’ultima votazione tenuta nel 1991 per l’approvazione del provvedimento, questo passò per 39 preferenze contro 31, più 13 astensioni: all’epoca, l’Aiea contava molti meno membri.

Da allora, si sono avuti soltanto dibattiti riassuntivi sull’argomento o mozioni di aggiornamento, e non è stata intavolata alcuna azione concreta.

I diplomatici hanno puntato il dito sul cresciuto numero di paesi astenuti, dall’India all’Argentina e alla Nigeria, considerato un fattore importante per l’adozione del decreto.

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