I palestinesi denunciano il patriarcato ortodosso per la presunta vendita di terreno agli israeliani

Betlemme-Ma’an. Domenica, decine di gruppi di attivisti palestinesi e rappresentanti della comunità cristiana ortodossa hanno organizzato un sit-in a Betlemme, città a sud della Cisgiordania, per denunciare il patriarca greco della chiesa ortodossa di Gerusalemme, Theophilos III, accusato di avere venduto proprietà della chiesa agli israeliani.

La manifestazione, organizzata dal segretario generale del concilio dei giovani arabi ortodossi, ha avuto luogo di fronte alla basilica della Natività a Betlemme. Vi hanno preso parte i sindaci di Betlemme e delle città limitrofe di Beit Jala e Beit Sahour.

La protesta avrebbe dovuto svolgersi davanti alla basilica del Santo Sepolcro, nella Gerusalemme Est occupata, ma la polizia israeliana l’ha impedita, inducendo i religiosi a denunciare le pratiche di Theophilos III all’interno della chiesa.

“La protesta è avvenuta dopo che è stato rivelato che più di 500 dunam (123.5 acri) di terreno appartenenti alla chiesa ortodossa araba di Gerusalemme erano stati venduti a imprenditori sionisti e a gruppi di coloni”,  hanno dichiarato i manifestanti di Ma’an, aggiungendo che Theophilos III e il suo entourage erano, presumibilmente, coinvolti negli affari.

I manifestanti hanno chiesto di privare il patriarca dei suoi titoli, della cittadinanza giordana, e di farlo interrogare sia dall’autorità palestinese che dal governo giordano.

Il sindaco di Betlemme Antoun Salman ha detto che non è la prima protesta del genere, aggiungendo che le visite di Theophilos III alla città biblica siano state boicottate in passato.

Lunedì il Patriarcato greco-ortodosso – presumibilmente il secondo più grande proprietario terriero di Gerusalemme – non era raggiungibile e non ha risposto alle accuse.

La chiesa è stata accusata molteplici volte nel corso degli anni per la vendita dei diritti di locazione sul terreno di Gerusalemme agli investitori ebrei israeliani, quando nel mese scorso, il quotidiano finanziario israeliano Calcalist ha rivelato che il patriarcato ortodosso aveva venduto i diritti su 500 dunam ad agosto 2016 per milioni shekel ($32 milioni) – diritti che saranno effettivi nel 2050, quando scadrà il leasing del Fondo Nazionale ebraico sui terreni.

I detrattori hanno accusato il patriarcato di avere contribuito ai piani israeliani per “ebraicizzare” Gerusalemme vendendo o affittando grosse quantità di terreno alle autorità israeliane e agli uomini d’affari, così facendo, non hanno rispettato la responsabilità della chiesa di proteggere i terreni palestinesi, che erano sotto suo mandato durante il periodo ottomano.

Nel 2015, il portavoce del patriarcato negò a Ma’an il fatto che la chiesa avesse affittato terreni a Gerusalemme: affermazione che al tempo non ha convinto molti fedeli.

Traduzione di Iman Hakki

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