Palestinesi prigionieri nel proprio villaggio per garantire festa ai coloni ebrei.

Questa e altre notizie drammatiche e al limite del paradosso, che ci arrivano dai Territori, dovrebbero provocare il nostro sdegno di occidentali abituati alle libertà di movimento e alla tutela dei nostri propri diritti. Come può essere accettato che una popolazione rimanga chiusa in casa, non si rechi al lavoro e a scuola perché un gruppo di integralisti ebrei, che hanno deliberatamente scelto di abitare in un territorio che non gli appartiene, possano con arroganza far festa mentre i loro cugini semiti se ne stanno segregati? Dove sta la decenza in tutto ciò?

La popolazione del villaggio di Sabastya- Bayader è stata obbligata, sotto minaccia dell’esercito israeliano, a rimanere a casa e a chiudere i negozi.

Le forze di occupazione israeliane hanno assaltato il villaggio ieri pomeriggio e hanno occupato la casa di Nasser Kayed, trasformando il tetto in una postazione militare di controllo e di osservazione a protezione dei coloni che stavano festeggiando un matrimonio. Gli abitanti del paese sono stati posti sotto assedio e sono stati vietati loro gli spostamenti nelle strade.

Queste misure oppressive contro i palestinesi avevano l’obiettivo di garantire un’atmosfera sicura e di festa per gli israeliani.

La vecchia città di Sabastya – Bayader risale ai tempi romani, e comprende siti archeologici – tra cui i Fori, il Palazzo di Augusto, e molte altre antiche vestigia. Ma su alcuni di questi i coloni ebrei rivendicano l’eredità storica.

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