PCHR: in aumento le aggressioni israeliane nelle “buffer zone”

In un rapporto pubblicato domenica, il Centro palestinese per i diritti umani (PCHR) ha affermato che, negli ultimi mesi, le forze di occupazione israeliane (Foi) hanno intensificato gli attacchi nella zona cuscinetto situata nella Striscia di Gaza orientale.

Il PCHR ha documentato 47 violazioni israeliane, da gennaio, nella zona cuscinetto, di cui 31 nelle aree di confine e 16 nell’area marittima.

Le violazioni riportate comprendono 34 sparatorie, sette bombardamenti, tre incursioni e tre casi di arresto.

Le violazioni hanno provocato la morte di due palestinesi, tra cui un bambino, e il ferimento di altri 70, tra cui 13 minorenni.

Il termine “zona cuscinetto”, sia di terra sia di mare, è utilizzato per le aree terrestri e marittime lungo i confini orientali e settentrionali e nel mare della Striscia di Gaza, dichiarate unilateralmente e illegalmente proibite dalle forze israeliane  in seguito al Piano israeliano di disimpegno del 2005.

In violazione delle disposizioni del diritto internazionale umanitario, alla popolazione della Striscia di Gaza è negato l’accesso alla loro proprietà nella “zona cuscinetto” terrestre, mentre ai pescatori viene impedito di navigare e pescare nella “zona cuscinetto” marittima.

L’estensione della “buffer zone” varia di volta in volta in base alle dichiarazioni delle forze israeliane, senza prendere in considerazione la legge internazionale che vieta eventuali modifiche ai territori occupati.

Secondo le istruzioni delle forze israeliane, la “zona cuscinetto” si estende su un’area compresa tra 100 e 1.500 metri nei confini terrestri orientali, e da 3 a 9 miglia nautiche nel mare di Gaza.

Il Centro al-Mizan per i diritti umani ha riferito di 36 attacchi israeliani contro i pescatori palestinesi dall’inizio del 2018.

Dieci pescatori sono stati arrestati durante il periodo segnalato, mentre altri cinque sono rimasti feriti. Sono state confiscate anche tre barche da pesca.

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