PCHR chiede standard umanitari e sanitari nei centri di quarentena nella Striscia di Gaza

Gaza – IMEMC. Il Centro palestinese per i diritti umani (PCHR) sta monitorando da vicino le misure precauzionali adottate dal ministero della Salute (MOH) nella Striscia di Gaza per far fronte al Coronavirus (COVID-19), comprese le procedure di esame medico e le politiche di quarantena per il ritorno dei palestinesi dall’estero attraverso i valichi di Rafah e Beit Hanoun “Erez”, a sud e nord di Gaza.

Il PCHR esprime preoccupazione per le condizioni nei centri di quarantena nella Striscia di Gaza meridionale, alla luce delle lamentele ricevute da persone in quarantena che indicano la mancanza di standard di sanità e sicurezza.

Secondo le indagini del PCHR, il MOH di Gaza conduce esami medici sui palestinesi di ritorno dall’estero attraverso i valichi “Erez” di Rafah e Beit Hanoun, e mantiene attualmente alcune persone in quarantena per 14 giorni come misura precauzionale contro il COVID-19 presso i 3 centri dedicati nella Striscia di Gaza meridionale: la scuola elementare di Marmara per ragazze e la scuola Ghassan Kanafani per ragazzi, a Rafah, oltre alla scuola elementare al-Safwa Elementary a Khan Younis.

Circa 80 persone sono state messe in quarantena nelle scuole Marmara e Ghassan Kanafani di Rafah, immediatamente al ritorno dall’Egitto, tra cui decine di pazienti che erano in Egitto per cure mediche e decine di studenti delle università egiziane.

Nel frattempo, circa 300 persone sono state ricoverate nella scuola di al-Safwa a Khan Younis al loro ritorno attraverso il valico di Beit Hanoun, compresi pazienti con cancro, insufficienza renale ed emiplegia che stavano ricevendo cure in Cisgiordania, Gerusalemme Est e negli ospedali israeliani. Sono stati tutti sottoposti a esami medici e si sono impegnati restare in isolamento domiciliare per 14 giorni.

Il PCHR ha ricevuto lamentele multiple e coerenti da parte di persone in quarantena che hanno evidenziato la mancanza di standard minimi di sanità e sicurezza nei centri di quarantena, poiché ogni stanza è riempita da un gruppo di 10, senza letti o coperte.

I bagni sono comuni, antigienici e privi di materiali per la pulizia e la sterilizzazione; inoltre, l’approvvigionamento idrico è insufficiente e viene interrotto per diverse ore. Le denunce hanno inoltre sottolineato che ci sono persone con gravi malattie nei centri di quarantena e hanno bisogno di medicine e di continue visite mediche.

Il PCHR apprezza l’importanza delle misure precauzionali ai valichi di frontiera della Striscia di Gaza e la necessità di una quarantena per i palestinesi che tornano dall’estero per motivi di sicurezza pubblica; però, il Centro chiede: la fornitura di standard di sanità e sicurezza nei centri di quarantena, e la fornitura di servizi di base, compresi servizi igienici adeguati e pasti adeguati; che il MOH mantenga una responsabilità diretta e piena per la supervisione dei centri di quarantena in modo da garantire sia la sicurezza delle persone in quarantena sia l’interruzione della trasmissione di COVID-19. Il PCHR sottolinea la necessità di un coordinamento tra il MOH a Gaza e a Ramallah per trarre beneficio dagli sforzi di quest’ultimo per far fronte alla diffusione del Coronavirus e per far funzionare i centri operativi di quarantena, che sono stati elogiati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); e invita la comunità internazionale e l’OMS a fare pressione sulle autorità israeliane affinché consentano l’ingresso di forniture e attrezzature mediche necessarie per i test per il Coronavirus, nonché di altri prodotti di base attraverso i valichi di frontiera sotto il suo controllo.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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